Qualcosa sull’incontro (virtuale e non)

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L’uomo è fatto per l’incontro, si realizza nell’accostarsi all’altro uomo
─ R. Guardini

Questo post nasce da uno scambio di opinioni su Facebook con Simone Sereni (valentissimo editor di Vino Nuovo e mio intern nel vasto mondo della cultura cattolica innovativa). Il tema, neanche a dirlo, è un leit motiv di qualsiasi conversazione o discussione passatempista, semiseria o serissima su un tema delicato quanto attuale: l’incontro, nella specie reale e virtuale. La conversazione a sua volta prendeva spunto da un articolo di Chiara Giaccardi, che a sua volta verteva sul documento che Papa Francesco ha scritto recentemente per la 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro“, dove Bergoglio giustamente sottolinea un insieme di concetti che vanno dal tema della prossimità a quello dell’incontro, dalla specificità della comunicazione alla cultura del dono: leggetelo, ne vale la pena. Sul tema ci sono anche tanti interventi – tendenzialmente molto più interessanti del mio – ad es. su Cyberteologia, su Korazym, o ancora Antonio Spadaro su Radio Vaticana.

Ognuno esamina la questione dal lato che più gli appartiene – quello teologico, quello comunicativo, quello emotivo, quello psicologico, quello sociale, ecc.

Io la vorrei vedere dal lato telematico, che conosco meglio. E siccome sono un trombone arruginito dico sempre le stesse cose, da anni (e meno male che non posso linkare Beta): la comunicazione o l’incontro telematico non è uguale né paragonabile né assimilabile, né simile, né paritetico né complementare a quello reale. E’ una cosa diversa, ed è inferiore. Inferiore non nel senso che vale di meno, inferiore nel senso che è un pezzo di comunicazione (ed è più o meno un quinto, vedi nello specifico la mia solita lezione n.2 che sta su Slideshare). In altri termini: stando dietro a uno schermo e battendo sui tasti, al massimo si può arrivare a esprimere 1/5 della comunicazione totale che si potrebbe realizzare direttamente con quella persona. Se ci mettiamo anche Skype o la voce e una webcam, forse ci avviciniamo – molto grossolanamente ed in misura variabile – a 1/4, ma bisogna proprio essere empatici, e senza illudersi. In generale però quella che si sta diffondendo in questo periodo non è la webcam, ma è la chat. E cioè sempre di verbalizzazione stiamo parlando.

 

Nella comunicazione telematica c’è solo la verbalizzazione, e in particolare un suo sottinsieme: la forma scritta, che è quella più fredda, razionale, forbita, controllata, accurata, della comunicazione, e – sì – ci puoi mettere tanti punti esclamativi e faccine sorridenti, ma se ti sbagli o non ci metti la faccina o comunque ti impegni e crei valore sulla tua macro o micro-conversazione, non avrai trasmesso che 1/5. Il tono della tua voce non l’ha sentito nessuno, la tua espressione nessuno l’ha vista, e men che meno qualcuno conosce il tuo stato d’animo in quel momento. Anzi, che hai alzato leggermente la spalla mentre lo dicevi o che hai fatto una faccetta un po’ schifata, il tuo interlocutore non s’è proprio accorto. Per non parlare del rumore di fondo, del tuo amico, compagno, fidanzata o bambino schiamazzante che hai intorno, o del vigile che ti sta guardando mentre rispondi su Messenger, o dell’aria pesante o pensosa o divertita che stai assumendo mentre lo scrivi. E nessuno neanche sa che due minuti prima hai appena discusso con tua madre, o che la telefonata che dovevi fare al tuo collega più anziano ti ha messo una certa ansia.

Anzi, diciamo proprio che, forse, neanche vedendoti sarebbe così evidente, figuriamoci a distanza. Molto probabilmente, nulla di tutto questo è passato nel tuo commento asettico o magari anche intelligente che hai appena scritto e anzi, se vuoi saperla tutta, siccome c’è anche la regola del tono standard che vira al negativo (* te la spiego fra un attimo) quanto hai appena comunicato in forma scritta è molto probabile che gli altri convenuti adesso lo stiano valutando come un’offesa al tizio che ha risposto quattro commenti fa. Ed al tuo amico. E ti stanno rispondendo in modo aggressivo, e dentro di te stanno avendo la meglio alcune emozioni che non solo non traspaiono, o che vorresti non trasparissero, ma che proprio non c’entrano niente col contesto. Il contesto in questa forma scritta di conversazione sta infatti vivendo di vita propria, e magari in quest’attimo sta diventando infuocato. Strano? Questa è la regola che chiamo del “righino rosso” (il famoso flame), che ho già trattato e non rimetto per non appesantire il discorso. 

Ora. Lungi da te, ovvio, offendere qualcuno. Ma ognuno ha le sue idee, e tu hai solo espresso le tue, in modo lucido, forse elegante, ma soprattutto dannatamente scritto. E quegli altri stanno fraintendendo.. Non è strano? Assolutamente no. Anzi: fraintendere è la regola. Hai appena verificato la decontestualizzazione esperienziale (parolone che ti spiego fra pochissimo) e il nocciolo di quanto vado dicendo sulla comunicazione telematica, e cioè che eliminando tono, espressione, emozione, ambiente, e tante altre cose per le quali è importante conoscere meccanismi, dinamiche, e connotazione, si perde la specie dell’incontro e della conversazione, anche se purtroppo  noi nella comunicazione e nell’incontro virtuali siamo – costantemente – immersi. Per questo credo valga la pena saperne qualcosa di più su come funziona…

Oltre alla regola fondamentale del quinto c’è un altro paio di cose da sapere. Una è l’asterisco di poco fa: la forma scritta telematica ha una particolare caratteristica che possiamo chiamare di distorsione (bias) standard.

 
1) La distorsione standard

Ci avete mai fatto caso? Quando vi arriva una mail date sempre voi un tono a quello che leggete. Se hai scritto una bella mail e ci metti un po’ a limarla, eliminando le parole che ti sembrano fuori posto, la mandi pensando che il tono che viene assegnato dalla persona che la riceve sarà lo stesso che hai dato tu. Giusto? Sbagliato. Il tono del messaggio in arrivo è sempre leggermente più negativo di quello in partenza. Se per esempio all’andata vale “-1” (tono un po’ imbronciato), all’arrivo è “-2” (un bel po’ incazzato), se all’andata vale “0” (neutro), arriva “-1”, e via dicendo.

Ad esempio, se non metti nella tua mail nessun segno di esclamazione, o punteggiatura frivola, o faccina  (che poi è sempre un escamotage, nella finzione scenica state accordandovi sul fatto di dare un tono specifico a quella frase perché c’è la faccina), il tono assegnato dalla persona sarà “molto serio”. Magari eri sereno e tranquillo e avevi un’espressione rilassata quando l’hai scritta, anzi probabilmente eri quasi divertito e disponibile, ma la persona che sta leggendo adesso la tua mail ha attivato il radar visivo e sta ponendo le tue frasi sulla sua corteccia cerebrale, e sta stabilendo che quella mail scritta in modo asettico e lucido è “molto seria” (e, magari, tu eri anche un po’ incazzato con lui).

Se ci metti un punto esclamativo, e invece di scrivere “ciao” scrivi “Ciao!”, è un’ottima mossa, ma la mail adesso non diventa gioiosa e straripante felicità, passa solo da “molto serio” (o “un po’ incazzato”, ricordiamo) a “vediamo che vuole”.

Se ci metti qualche altro punto esclamativo, riesci ad aggiungere 2 punti. Solo che adesso che hai scritto “Ciao!!!” il tuo destinatario pensa che hai bevuto un po’, o ancora meglio, che “ti stai prendendo troppe confidenze”. Nei casi peggiori si arriva a “ti stai prendendo gioco di lui” oppure la versione che io preferisco “mi sta mancando di rispetto”. Non è fantastico? Scrivere mail dovrebbe essere un lavoro pagato.

A parte gli scherzi. La scrittura telematica, mail o commenti o tweet che siano, richiede uno sforzo, che – a parte il contenuto e la cura e il valore del testo – è direttamente proporzionale a controbilanciare la distorsione (leggermente virante al negativo) che porta con sé. E’ una battaglia persa in partenza se si continua a pensare che la comunicazione telematica è comunicazione tout court. Bisogna sapere che c’è un differenziale, e bisogna pensare che quel differenziale non si potrà eliminarlo mai del tutto e con questa serena certezza si potrà allora scrivere magari anche qualche fesseria, un commento frivolo, una mail con troppi esclamativi (nel caso, meglio metterli che non metterli), sapendo che solo con una telefonata o ancora meglio con un bell’incontro di persona ci si potrà capire e comprendere, guardarsi in faccia ed accrescere il livello di comunicazione non di 2 o 3 punti, ma di decine. Solo allora potrete dire di aver abbattuto veramente le barriere dello spazio e del tempo, ma non con un click.

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TEDx ViaDellaConciliazione

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Come alcuni di voi già sanno, insieme con l’Ateneo Regina Apostolorum (www.uprait.org) abbiamo organizzato un evento che vede protagonista un argomento determinante per la nostra epoca, e che si svolgerà in un luogo che è al centro dell’attenzione nel mondo. Il 19 aprile ci sarà, infatti, il primo evento TEDx in Vaticano, con il tema “La libertà di religione oggi“. L’evento è descritto dal nome TEDx ViaDellaConciliazione (www.tedxvdc.com), ed avrà il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura.

Per chi non lo conosce, TED (www.ted.com) è un formato di conferenze nato nel 1984 negli Stati Uniti, e il suo motto è “ideas worth spreading”. Ogni conferenza presenta le più interessanti ed innovative idee del pensiero globale secondo uno stile peculiare, nel quale ogni speaker ha al massimo 18 minuti e parla da un palco senza quinte: solo lo schermo per le slide e una presentazione standard. La massima concentrazione della platea e la magia ha inizio. Ai vari TED hanno parlato le più importanti personalità del mondo politico, economico, industriale, scientifico, e moltissimi innovatori che hanno raccontato le loro esperienze e le loro idee che hanno cambiato il mondo.

Il tema che abbiamo scelto, “Religious Freedom Today”, è davvero molto impegnativo: significa ancora qualcosa la religione nel mondo della tecnologia, dell’intrattenimento e del design? c’è spazio per la libertà di religione in scenari sempre più aggressivi e punitivi, quando non apertamente in guerra? Noi pensiamo di !
La religione è una forza innovativa e non distruttiva. Pensiamo ai tanti eroi silenziosi, e a quante volte la fede, l’amore e il sacrificio hanno cambiato gli eventi e la storia umana. Per questo la religione è importante e la libertà di religione un diritto umano fondamentale, una sfida globale per crescere verso la fratellanza e la pace.

Abbiamo cercato speaker capaci di parlarci di religione e di libertà, ognuno nel proprio settore: la scienza, la musica, lo sport, l’arte, la medicina, l’educazione, sia in terre di pace sia in terre di conflitto. Interverranno tra gli altri il cardinal Ravasi, il ricercatore di Pew Brian Grim, i ragazzi della Cittadella della Pace di Assisi, il rabbino di Gerusalemme David Rosen, l’architetto visionario Fernando Romero e tanti altri che potete vedere sulla pagina Speakers.
Aspettiamo con ansia di ascoltare le loro storie.


Ti aspetto a TEDx ViaDellaConciliazione, Venerdì 19 Aprile 2013 – Inizio alle ore 08:45
Auditorium Della Conciliazione, Via Della Conciliazione 4, 00193 Roma.

L’evento sarà in lingua inglese, con possibilità di avere la traduzione simultanea in sala.
La registrazione
all’evento è obbligatoria. Riceverai via e-mail il badge necessario per accedere alla sala.
Registrazione: http://www.tedxviadellaconciliazione.com/tickets oppure puoi scrivere a register@tedxvdc.com inviando il tuo nome, cognome, data di nascita, ente/organizzazione, e professione.

Puoi registrarti, inoltre, su Facebook a questo indirizzo:
http://www.facebook.com/events/193009230823124/

Vi aspettiamo!

Program Conference Schedule & Additional Speakers


8:45-10:15 – Session1: Networks of common ground
Gianfranco Ravasi; Cardinal for the Brights
Guy Consolmagno; Brother Astronomer
Brian Grim; Global Researcher
David Rosen; Chief Rabbi

11:00-1:15pm – Session 2: Beauty is truth, truth is beauty
Soumaya Slim and Fernando Romero; Witnesses of the beauty
Sheikha Hussah Sabah al-Salem al-Sabah; Memory Keeper
Elisabeth Lev; Art Historian
Gloria Estefan; Singer

2:15pm-4:00pm – Session 3: Forgiveness and reconciliation
Wenzong Wang; Tribal children Educator
Alicia Vacas; Peace Crusader
Vlade Divac; Basketball Charity Champion

5:00pm-6:45pm – Session 4: Living Together
Franco Vaccari and Rondine Students; Noah Remix
Pilar Mateo; Chemical Researcher
Mohhammed Alì and Mr Kleva; Spiritual Street Artists
Hisham El-Sherif; Charismatic Technologist
Barrie Scwhortz; Shroud Investigator

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Benedict XVI Documentary to Air in Russia

Concludes With Message From Pope to Nation
KOENIGSTEIN, Germany, APRIL 14, 2008 (Zenit.org).- Russia will mark Benedict XVI’s 81st birthday Wednesday by offering a chance to learn about the life of the German Pontiff, and to hear a televised greeting from him to the Russian people.
A state television channel will broadcast a documentary sponsored by the organization Aid to the Church in Need. The documentary concludes with a message from the Holy Father to Alexy II, patriarch of the Russian Orthodox Church, Orthodox Christians, and all Russians. The Pope will appeal for dialogue among all Christians. Monsignor Georg Ratzinger, the Pontiff’s older brother, is one of those interviewed in the documentary.
Peter Humeniuk, the aid organization’s Russia expert, affirmed that both in Rome and in Moscow there is an awareness that the “film and the papal message are a beautiful symbol of the process of rapprochement between the two Churches.”
Humeniuk, who was in charge of the documentary, added, “During my journeys throughout Russia I come across many people who express a desire for objective information about the Pope and the Catholic Church. I hope that the film about Benedict XVI will help to meet this need.”
He said it is “an occasion of great joy and a historic event” to have the Holy Father personally address the Russian people.
All in all, Humeniuk contended, the dialogue between the Catholic Church and the Russian Orthodox Church is progressing.
(ZENIT.org)

Crimen sollicitationis and the BBC garbage

Due to the category in which put me the always
inarrivabile Falso Idillio,
I must insert a post that they balance my total adhesion to the public omelies of
Benedict XVI and to the Family Day. For the second one I don’t have any rethinking.
If I could, I would have gone too to the Family Day in Rome. The founding, useful, more important creed in the natural family like thing, and in my case also sacred and saint, of every religious or civil ordering that is, a mattone of the irrenounceable human society at this point under attack from all over, economic, politician, social.
For the second, instead, a supplement is necessary.

Many other things, in fact, can be added to the debate on
the “bad” Ratzinger. In net it depopulates to speak badly of and
therefore son taken the briga to me to deepen an other argument, a lot
in order to understand if it is true that the blogosfera drowns in
worrisome an informative and cultural superficialism or son I to
think badly…

Therefore, leaving from a link to a Family
alternative“Day, I have
uncovered this blog, in which it
is spoken about an indictment of Ratzinger in the USA. From it
has been then a moment here to arrive to the knowledge that on
Internet by now is mounting the version that Ratzinger “covered the
pedofili priests”, and was elected to save himself… Really
improbable, I say, but this resumed BBC video that turns on the Internet from some time and
recently from Pandemia as
example of flies of argument, is a bit shocking, watches it and then
of it we speak.
That does not turn out me Ratzinger has never
covered these sick priests, if in order not to defend an institution
from a plague that is assaulting it more and more, and they give
within. The priests are men, and like all therefore they are
inclined to mistake itself. However, nobody has never said that
they are divine. But: people believes that they must be perfect,
without spot neither sin, because they are priests, therefore is presumed also saint, and that the every
serious, indeed most serious lack also, must be endured shown the
entire world, they must be every cutted off any assignment, judged, condemned without appeal, and finally eliminates to you, also even
offcommunicated so that we can remain in topic.
Beh, be calm: who said it? Dan
Brown?
It seems a bit strange to expect it: no
structure, society, family, or atmosphere of whichever level have not
been looked at, in which the lack of a member it is endured,
immediately, with seam of rumbles of blast of bugles, capacity to the
public opinion, and from this same one put to a “gogna”, the sentence,
condemned without appeal, even from one hungry society of monster, and
finally eliminated. It is not expected goodness knows from the
civil society but because it is expected from the Church.
We go ourselves repeat, much plan: the
recent developments
of the case of Rignano Flaminio,
on which Leonardo just writes ,they perhaps are lì to demonstrate to us that in bottom it
is better to inquire before, that to throw persons with problems in it
makes us of a civil society full of other problems without to
before try to resolve the problem, can be a lot uncorrect. And if
it is expected from the civil society, it is also expected from the
Church. Sure true it is that, in the moment in which from the
suspicion it is reached the certainty, the same conclusions that carry
the civil justice to undertake hard actions also they must induce the
Church to make equally, obviously with the due confidentiality and in
the respective differences (as an example to remove the sick person
from the opportunity and the material possibility to repeat the own
actions). But it is known, this has its times, generally much
long.

Finally, on purpose of the video, and on purpose above all
of the cited document, the Crimen sollicitationis that memory to be of 1962, and deployed by
Giovanni XXIII, I think opportune to integrally bring back – with to a
corollary of explanation of the
Expressed eccelsiastic Right from the blog on of Magister – this post of Angel Button:

On the homepage of Republic today an article appears
that ago reference to a documentary of the BBC on the saddest
vicissitudes of sexual abuses perpetuated from some priests Irish
homosexuals in Ireland and the USA.
The documentary had provoked wide protests when it was transmitted in full TV perche’ of
sensazionalistiche affirmations and references not documented.

In the article of Republic a document ‘ segreto’ ( in real is made reference to
the Crimen Sollicitationis for null secret inasmuch as
it was published on the Acta Apostolicae Sedis) of 1962 and asserts,
falsely, that ‘ guarantor of the application of those directives he
was Benedict XVI, to the age of the facts still cardinal Joseph
Ratzinger’. False affirmation two times is because in 1962 was
not part of the Sant’ Uffizio but simply one of the greater teologi
catholic progressives, neither was a cardinal (was made bishop 15
years after).
About the document in issue of it John Allen spoke correctly,
my preferred vaticanist, in 2003 here.

Why Republic has resumed just hour this old issue seems to
me obvious: to throw I discredit in the comparisons of the
ecclesiale institution.

Living in Ireland, I have been able to follow the sad and
tragic vicissitude. This kind of crimes does not deserve no
justification, neither it can diminish itself. Some bishops in the
past have silenced or covered the behavior of some of their priests and
the Irish Church he is still paying and suffering for these errors.
Said this, false arguments aren’t convenient to nobody and the article of
Republic contains falsities.
To who it interests the truth, can begin to document
itself and to follow the suggested connections here
and here.

update
Thanks to the “El testamento del pescador”, the documentation page of the BBC video has been translated in espanol too: here the link.