Dieci anni di blog

BLOG IDEAS

(Dieci anni di vita)

In questo periodo, il blog compie 10 anni: era infatti metà 2002 quando iniziavo a scribacchiare sul sito.  Cosa è cambiato in questo tempo così lungo (telematicamente, ma anche umanamente)? Moltissime cose, e in questo post vorrei provare a fare un po’ una storia… 

 

Nel 2002 ero all’inizio di un processo di cambiamento, che in effetti era partito l’anno prima. Fino al 2000, infatti, io ero una persona abbastanza diversa, forse più spensierata e piena di sogni rispetto ad oggi (ed è ovvio, anche se forse non del tutto) e in parte già zavorrata da un’ansia esistenziale fastidiosa ma non ancora invasiva.
 
Lavoravo nella stessa società che avevo contribuito a far crescere, portando Beta, fondata qualche anno prima e creando IT news, in un ambiente ed in un periodo di grande fermento qual era quello della New Economy. Nel 2001, tuttavia, insieme alla bolla speculativa che rallentò economicamente quel fermento, scattò qualcosa anche dentro di me, ed iniziai a modificare alcuni aspetti del mio pensiero – in modo più categorico e più restrittivo. Questo processo si andò rafforzando nel 2004 (anno della morte di mio padre) ed è finito sostanzialmente nel 2010, quando è iniziato un percorso di profondo cambiamento in senso opposto, più consapevole ed aperto. Schematizzando molto, potrei indicare una prima fase dai 20 ai 30 anni, molto creativa, ansiogena, ed intensa; una seconda fase dai 30 ai 40 sempre creativa ma più tormentata, introspettiva ed a tratti dolorosa, e una terza fase dopo i 40: cambiamento sostanziale,
con un fondamentale disturbo funzionale a fare da spartiacque. lavoro di consapevolezza e schemi di pensiero in profonda rilettura e revisione. Nel mezzo molti eventi, privati e pubblici.

Provo a ripercorrerne alcuni di essi attraverso un excursus nei post di questi dieci anni…

L’amarcord

Nel 2003 iniziava la guerra “preventiva” all’Iraq: la trovavo disgustosa e tremenda già allora e dopo dieci anni non ho cambiato idea (giova anche ricordare quale fu la posizione dell’Italia e del governo allora in carica).
Dello stesso anno è la mia miniguida su
come si apre un blog che divenne “famosa”, ed è sempre al primo posto nelle ricerche di Google (ma anche di Bing, come ho scoperto), aggiornata e parzialmente rivista.
Sempre nel 2003 me la prendevo con Gianluca Neri, il fondatore di Clarence, a proposito del suo famigerato post contro
Padre Pio (oggi non più trovabile sul suo sito, sostanzialmente un lungo atto d’accusa di essere un millantatore, uno che si creava ad arte le ferite per farsi credere santo, che andava con le sue “pie donne”, e così via), un santo che i miei conoscevano bene anche per motivi geografici.

Il 2004 era iniziato scrivendo qualcosa di un po’ serio sui Knowledge blog, il ramo dei blog che si occupa di diffusione della conoscenza nel contesto delle aziende e delle strutture organizzate. Peccato fosse troppo presto.
Ma è soprattutto l’anno della morte di
mio padre, che ha segnato dolorosamente una sorta di spartiacque. L’elaborazione del lutto porterà ad di ripensamento di molte istanze, insieme ad una religiosità più vissuta, intensa e rigida.
A luglio scrivevo qualcosa sulle
radici cristiane, un lungo post ideato insieme al mio caro amico “teologo” storico, per l’annosa questione della Costituzione europea (e i “lumi” come matrice storia dell’Europa).
Un progetto che va in porto in quei mesi è Bloogs
, un prototipo di piattaforma Web gratuita che iniziavo a implementare a fine agosto. Consentirà ad alcuni blogger di prendere il volo e di fare pratica con il Web 2.0, e io la rivenderò qualche anno dopo, a esperimento concluso, ad una società spagnola che aveva un network omonimo (facendoci pochissimi soldi, dicono alcuni – ma non sono mai stato un “bravo” commerciale).

Nel 2004 accade anche l’imprevedibile (e per me imprevisto) episodio dell’articolo della mia rivista Beta che risultava copiato: dopo una lunga ed aspra discussione pubblica con Mafe De Baggis, dalle reazioni infuocate e i toni accesi, si venne a creare una difficile situazione ed alla fine la mia redattrice ammise di aver commesso il grave errore, senza dirmelo.
Intanto conosco
Carlo Viola e Luca Conti (futura blogstar), e li invito a contribuire ad un blog cooperativo su Bloogs. Con Carlo saremo anche tra i fondatori di un tavolo politico di riflessione che sfocerà poi in iniziative concrete nel 2009 (con “Persona è futuro”).
L’anno termina con l’immane tragedia dello tsunami nell’Oceano Indiano
, uno dei più catastrofici disastri naturali dell’epoca moderna (e purtroppo l’esperienza verrà ripetuta con altri tremendi maremoti), con oltre 230.000 morti.

Il 2005 è appena iniziato e già comincio a parlare di politica, facendo due conti (probabilmente sbagliati) con .mau. ed altri amici su un’idea di centro.
Ma la decisione più “grave” e difficile è quella di
sospendere Beta, dopo dieci anni di pubblicazioni (ne parlano pure Punto Informatico ed altri blog in rete). Era effettivamente finito un ciclo per la rivista, e forse anche per noi, ed ancora oggi non sono più riuscito a riorganizzare il sito, o a riprendere in mano il progetto. Mi dico sempre che questo sarà l’anno buono (complice anche l’interessamento di un caro e paziente amico che dirige la sezione Tecnologia di un grande portale nazionale), e poi…
In ogni caso la mia vena creativa fortunatamente non si sospende,  creo il sito
Blogcafè, insieme ad alcuni compagni di viaggio  (Andrea “Cips” Buoso, Luca “Pandemia” Conti, Carlo Viola, Giorgio “Falso Idillio”, e altri), e con le immancabili Blog beer, gli eventi di incontro dove – così come avviene per le discussioni davanti alla macchinetta del caffè – si producevano spesso le idee migliori.
E’ a Pasqua di quell’anno che si svolge uno dei viaggi più belli della mia vita:
Vienna! La capitale austriaca sarà per me un’esperienza emozionale intensa, coinvolgente, anche per il momento particolare che stavo vivendo e per la bellezza austera dell’Austria: mi rimarrà nel cuore, e la città mitteleuropea diverrà un mio “luogo dell’anima”, nella quale tornerò due anni più tardi.

Il 2 Aprile 2005 muore Giovanni Paolo II, uno dei pontefici più grandi della storia della Chiesa cattolica: un’emozione enorme corre nei giorni immediatamente precedenti e successivi, ed un enorme afflusso di persone arriva a Roma da tutto il mondo per rendere omaggio alla salma del papa polacco.  Il conclave, tra qualche incertezza iniziale, eleggerà al soglio pontificio il tedesco Joseph Ratzinger, il “custode dell’ortodossia”.
Il 7 luglio di quell’anno torna il terrorismo internazionale con i gravissimi attentati di
Londra: una serie di esplosioni consecutive nella metropolitana provoca 55 morti e più di 700 feriti, il tutto succede mentre ad Edimburgo si svolge il vertice del G8 ed il giorno prima Londra era stata scelta per ospitare le Olimpiadi 2012, che si aprono dunque proprio quest’anno con i relativi allarmi terrorismo.

A parte questi grandi eventi, l’anno scorre relativamente tranquillo, cosa che si evince dal tenore di post che mi ostino a pubblicare. Ma – e  forse questa era veramente la cosa più grossa che mi sia mai capitata – ero innamorato,: ahimé, amore “impossibile” e turbolento, e costellato di molti viaggi aerei, ma sempre amore. 

Passando di palo in frasca, scorrendo i vari post fa impressione notare come la maggior parte dei link a vari siti Web oggi non funzioni più. Il web del futuro sarà costellato di “404 not found” (pagine non trovate)?

In quell’anno mi compro una Kawasaki Z750S, che ho ancora oggi e va benone.

Il 2006 arriva e non sembra particolarmente denso di avvenimenti eclatanti: l’unica nota di un certo interesse è l’la serie LOST, inventata dal geniale J.J. Abrams: mi prenderà come nessuna serie televisiva.. (nella mia personale classifica è il numero 2 dei serial televisivi secondo solo a Dallas, ricordo indelebile della mia infanzia).
In questo periodo scrivo anche un (poi famoso) post sulla
trazione anteriore e posteriore delle automobili.

Alcuni problemi decennali trovano soluzione, e sebbene mi lamenti molto durante il percorso, a dicembre vedo la luce e risolvo una faccenda che mi stava angosciando da diversi anni.

La mia relazione sentimentale, tuttavia, da difficile e problematica qual era, entra totalmente in crisi. Inizio a leggere tutta una serie di libri sull’amore per capire meglio (ricerca che ancora è ben lungi dall’essere finita). In questo periodo la mia rigidità si acuisce ancora, e io, che più che comprendere le dinamiche dell’amore, preferisco l’approccio intellettuale – testimoniato dal post di Bruto M. Bruti L’illusione dell’amore romantico, che ripubblico sul blog (e risulta ancora oggi come uno dei post più cliccati) – vado avanti a cercare di capire….

Il 2006 chiude per così dire un periodo. Prima c’erano stati gli anni della malattia di papà, la relazione con la ragazza straniera, ora c’è la laurea e gli impegni di lavoro sempre più pressanti. Alla fine dell’anno l’evento lungamente atteso consente finalmente di fare progetti, tant’è che nella frenesia generale mi permetto pure una delle auto più divertenti che mi sia mai capitato di guidare: la Mini Cabrio, che mi regalerà attimi di guida felice e spensierata.


Il 2007 è una sorta di anno “cerniera”,
pieno di avvenimenti e fervido di attività. Innanzitutto i viaggi: prima la tappa a Firenze, per conoscere una bella persona (e insieme una bella delusione), e poi il lungo  viaggio nel Nord Italia, nelle città d’arte insieme ad un mio caro amico) nel quale visiterò Orvieto, di nuovo Firenze, e poi Ferrara, Padova, Venezia… e poi proseguirò per l’Austria, Vienna ed infine di passaggio qualche giorno per Milano per incontrarmi con la ragazza del nord – passando gli ultimi momenti (in)felici insieme.

Quello sarà l’ultimo viaggio.

Di lì a poco la mia vita, infatti, sarebbe cambiata, e non come pensavo io. Accade nella seconda metà del 2007, precisamente a settembre, in una sera qualunque, a casa mia, in un periodo un po’ stressante. Ma arriviamoci per gradi…


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Da uno dei 150 blogger invitati in Vaticano: opinioni e impressioni (aggiornato)

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Image by jean djinni via Flickr

Qualche giorno fa mi è arrivata la conferma ufficiale, devo dire a mia sorpresa, di essere stato incluso nella lista dei 150 blogger internazionali (non solo cattolici) invitati in Vaticano il 2 maggio prossimo dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Devo dire che mi ha fatto molto piacere, sia perché potrò capire meglio cos’hanno in mente dalle parti di San Pietro sulla cosa, e sia perché potrò cogliere l’opportunità di conoscere dal vivo molte delle persone che leggo abitualmente.

Intanto registro con un certo dispiacere qualche reazione di fronda da parte di alcuni blogger (tradizionalisti) esclusi dalla lista, ad esempio Fides et Forma. Riporto anche qui il mio commento espresso sul blog del bravo Colafemmina, che stimo e leggo con interesse:

Francesco, non credo che il criterio fosse quello di scegliere tutti
blog cattolici. Anche perché così sarebbe stato abbastanza ridicolo no?
Se vuoi invitare una certa rappresentativa dei ‘blogger’ ci devi mettere
dentro un po’ tutti. E anzi, te lo dico da cattolico. A me che ci sia
un Giglioli fa piacere, non penso che chi non ha fede vada escluso, ma
il contrario. La parola di Dio è per tutti mica solo per élite. (…)

Dopo l’evento aggiornerò questo post per esprimere le mie sensazioni ed impressioni sull’incontro. Intanto inserisco le indicazioni che sono state date a me, come agli altri, riguardo il senso dell’evento e l’organizzazione di massima, in attesa di saperne di più.

L’evento, organizzato dai Pontifici Consigli della Cultura e delle
Comunicazioni Sociali, ha come obiettivo quello di permettere un dialogo
tra bloggers e rappresentanti della Chiesa, per condividere le
esperienze di coloro che sono attivi in questo campo e per meglio capire
le esigenze di tale comunità. L’incontro servirà anche a presentare
alcune delle iniziative che la Chiesa sta attivando per il mondo dei
nuovi media, sia a Roma, sia a livello locale.

Nelle
due sessioni previste, diversi relatori presenteranno alcuni punti
centrali, per avviare una discussione aperta a tutti i partecipanti.
Nella prima, cinque bloggers, rappresentanti le diverse aree
linguistiche, affronteranno temi specifici di importanza generale. Nella
seconda, ci sarà la testimonianza di persone impegnate nelle strategie
comunicative della Chiesa, che presenteranno le loro esperienze di
lavoro con i nuovi media, e anche le iniziative per un incontro efficace
tra la Chiesa e il mondo dei bloggers.

Tra i partecipanti
figurano il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio
Consiglio della Cultura, S.E. Mons. Claudio Celli, Presidente del
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e Padre Federico
Lombardi
, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede e della Radio
Vaticana
. Un aspetto importante dell’incontro sarà quello di offrire
l’opportunità di nuovi contatti, di scambi informali tra i partecipanti e
di aprire nuove piste di interazione.

*  *  *

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Hello World (Movable Type 5 bugs)

Image representing Movable Type as depicted in...

Image via CrunchBase

This post started as a simple test entry to understand what’s wrong with Movable Type release 5.

I use movable Type since it existed and I loved it.

Last week, I installed MT 4.34 over a MT Pro 4.25 installation that resisted for two years without problems (except for a 504 Gateway error when I try to update my Contacts page, ok: I never fixed that since I don’t know why does so and how).

Something went wrong: the upgrade process apparently went perfectly, but when I accessed the Dashboard, I discovered the Edit fields (the ones letting you add and edit entries) simply disappeared. Dashboard, interface, settings and so on worked. But when you click on “Create New”, you get a simple page where there isn’t any text area to put text in.

So I posted some topics to Movable Type Forum to ask help, and Mike, gently as usual, tried to help, but without result. So I decided to try un upgrade to the newest version 5. Again, upgrade went correct, the data was there, but the entry area to update or add entries not.

Finally, discouraged and sad, I did some tests. I tried to copy a fresh copy of MT 5 over that I have on server. And in this phase, something happened: when I call the  mt.cgi, now it called mt-upgrade.cgi procedure and say that:

Time to Upgrade!

The following Movable Type components require upgrading or installation:

* Professional Pack Version 1.53
* Community Pack Version 1.72

But when I click on the Upgrade button, it get stuck and nothing appears, only the dynamic bar (it’s a gif….).

Not clear what’s wrong, but now I discovered that the problem could rely on the addons/commercial and community packs. So I deleted them from the server and *puf*, the Edit area now appeared! I apparently can use all.

I uploaded the addons dir again, and again, it appeared “Time to Upgrade!” ..

So now, I’m in doubt about what to do. If I upload this “packs” directory onto the server, MT thinks he must upgrade something in that addons. It isn’t so (since they come from the latest version of MT!). But If I don’t do that, I think something will happen of not specifically good in the future – even if I don’t know what….

It’s really necessary the directory addons/commercial.pack?

Any hint wil be deeply appreciated!

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Io sto con Gian Antonio Stella

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Leggendo il post di Leonardo sull’Unità a proposito dell’editoriale di Gian Antonio Stella “Il lato oscuro della rete(il Web invaso da minacce ed insulti), pubblicato sul Corriere il 15 dicembre scorso, ho l’impressione che a Leonardo Tondelli, che si chiede “come mai” questo editoriale, sfugga un dato essenziale.

Le parole citate e originate da Stella sono cose ovvie tipo “il lato oscuro del web «è popolato da indivi­dui e gruppi che, pur
nella diversità di accenti e idio­mi utilizzati, parlano tutti, salvo
qualche rara ma im­portante eccezione, il lin­guaggio della violenza,
del­la sopraffazione, dell’an­nientamento»
. Cose che abbiamo sperimentato tutti nella navigazione su Internet, senza che per questo, altrettanto ovviamente, ci sia venuto in mente che tutta Internet sia così. Ripeto: c’è però un dato essenziale che sta sfuggendo, a causa della difettosità dell’osservatore che non riesce ad osservare una realtà che è dentro di lui.

L’escalation di Leonardo, forse l’insegnante-blogger più famoso della blogosfera italiana, è cominciata molto tempo fa. Aveva doti di equlibrio e di una certa ironia: ero un suo grande estimatore, e pur non condividendo alcune sue posizioni, leggevo con
interesse il suo squisito ragionare provocatorio e filologico.

Poi ho avuto la netta sensazione che fomentasse l’odio ed il rancore che portava
dentro di
sé, e mi è parsa una lenta derìva del suo pensiero “anti”: prima
contro il governo, e fin lì si poteva ancora tollerare perché esprimeva una rabbia di sottofondo, poi
contro la chiesa, e da lì ho iniziato ad avere dei sospetti. Fino a che
non mi ha detto, in una lunga discussione che mi ha allontanato da lui
e dalle sue idee, che era “certo” che i
vescovi fossero contrari alla pillola abortiva (la “Ru486”) perché
volevano tornare
alle mammane ed agli aborti clandestini, che i preti volevano solo
rendere più difficile l’aborto per far soffrire i non credenti……..

Ecco, lì mi sono reso conto che le “posizioni estreme” erano arrivate.

Al netto dell’inevitabile strumentallizzazione che si fa della difficile situazione politica odierna (leggi: “adesso che c’è tanto odio possiamo finalmente prendercela con Facebook”), e fatta la tara anche alle osservazioni di Stella che riguardano la parte meno nobile della rete, il dato essenziale è che il “Web di minacce ed insulti” non viene soltanto da chi quelle minacce e quegli insulti li scrive in modo gergale e diretto, cafone e senza filtri, ma anche da chi ha gli strumenti, lo stile, e le capacità tecniche e culturali per fare attacchi precisi, motivati ed altamente filosofici, potenzialmente ascoltati da coloro i quali possono aggiungere riferimenti ben precisi al sostegno del pensiero debole (o deboluccio), al loro agire politico, alla loro vita imbevuta di ideologie: in una parola rischiano di trasformarsi in “cattivi maestri” (termine abusatissimo ma nel caso specifico mi riferisco all’aura di maestrini della nostra blogosfera, non agli anni di piombo) per “bambini” dell’informazione libera. Non siamo capaci di usare uno strumento così potente ed efficace per scopi un po’ più alti, nobili, pacifici ed infine non contro-qualcosa ma per-qualcosa?

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Il popolo della rete e le sue etichettature

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(il post è stato aggiornato il 19/10/2009 15:02)

Si è svolto a fine Settembre, dopo un’adeguata preparazione, il tradizionale evento dei Macchianera Blog Awards.

La rete boccia il blog di Beppe Grillo“, insieme ad un altro articolo del Corriere riporta i nomi dei vincitori di alcune delle categorie dei blog.

Altri
titoli del genere compaiono spesso nei giornali italiani che, ahimè,
sembrano sempre adeguatamente lontani dalla realtà della rete.

I
votanti ai Macchianera Blog Awards, infatti, non sono “la rete”. E lo
scrivo con tutta la stima che posso avere per le persone che vi
partecipano. Quella, infatti, è una “parte della rete”. Una parte di
rete che ha delle caratteristiche piuttosto omogenee. Non ci
interessano tanto queste caratteristiche. Ci interessa sottolineare che
è un sottinsieme.
A me Gianluca Neri,
con il quale pur non condividendo le idee mi accomuna una passione per
la telematica (la sua evidentemente molto più forte), sta simpatico, mi
invita tutti gli anni alla Blogfest insieme agli amici ed i colleghi di
blog che condividono lo spirito libero ed aperto del Web.

Molti di quelli che frequento sulla rete, sui social network,
etc., non hanno votato però ai Macchianera Awards e soprattutto non sanno
neanche cosa sono.

Questo perché?

Gianluca è un bravissimo organizzatore. Io non sono potuto andare alla
Blogfest, ma ho letto dalle impresioni degli altri il grande successo
ottenuto dalla manifestazione. La Blogfest, splendida occasione di
incontro e di divertimento, non è tanto “politicizzata” quanto i Blog Awards stessi.
Sì, è vero che Repubblica ne ha fatto una fotogallery
e l’ha messa in prima pagina, mentre il Corriere si ilimita a ricordarne
con un articolo alcuni vincitori; è anche vero che ne ha parlato Neapolis (Rai Tre), però vorrei evitare di darne una connotazione che ho inserito volutamente tra virgolette e che forse i quotidiani implicano.

Gianluca ha sicuramente il merito di aver tolto lo scettro di “premio Internet” al Premio WWW del
Sole 24 ore, che come ricorderanno molti, risente in qualche modo della
linea editoriale della testata, pur portandone in dote l’autorevolezza
e la spendibilità.
Tuttavia l’impressione è che, nel tentativo, non sia riuscito ad aumentare di molto la rappresentatività dell’iniziativa, limitandosi a
spostare la scelta da una linea editoriale ad orientamento commerciale ad una di tipo ideologica. Di fatto,
siamo ancora lontani da una votazione che abbia un
campione omogeneo della “popolazione” del Web, pur palesando un netto miglioramento come numeri ed incisività rispetto alle passate edizioni, un merito indiscusso di Neri.

Ciò premesso, vorrei fare alcune osservazioni come cattolico sull’andamento del premio, considerazioni estendibili anche alle passate edizioni. Nelle categorie meno tecniche e un po’ più filosofiche del premio, a vincere è stato soprattutto un sentimento anticlericale, a partire dal vincitore assoluto, quel Spinoza
il quale oltre che filosofo olandese del ‘600, esponente del
razionalismo e precursore dell’Illuminismo, è anche il titolo
di un blog davvero intrigante nei suoi aforismi, ma che, insieme ad alcuni vignettisti ed altri autori di successo (tra cui Paul the Wine Guy, che ha chiuso il blog dopo la premiazione, e Leonardo), fa dello spregio alla cultura cristiana una delle sue cifre.

Dunque orientamenti chiaramente anticattolici. È un dato importante? Per quelli che votano forse no. Ma per chi osserva da fuori si.

Perché non
è la rete ad apparire anticlericale, ma le persone che ne fanno un
utilizzo più sociale. Questo significa che esse rappresentano tutti?
Ovviamente no. Ma hanno un indicatore in comune: un’ideologia anticristiana che appare chiusa, quando non ostile, ad ogni confronto. Allora come cristiano sono portato ad interrogarmi, sulla distribuzione, sull’importanza e sulla diffusione di tale sentimento sulla rete, perché è in qualche modo condiviso ed accettato  da
questa parte che più è attiva e
propositiva nell’ambiente
telematico e nel mondo della comunicazione.

Va riscontrato, nei fatti, che questo “sottinsieme di pensiero” non rispecchia però la reale distribuzione di idee, di valori e di dialogo del popolo della rete.

In Facebook, ad esempio, che
attualmente è il social network più diffuso in Italia (e nel mondo
occidentale), vediamo che sono attivi molti altri orientamenti di
pensiero, e ci sono gruppi e iniziative cattoliche molto diffuse (ecco
dunque il merito di strumenti come questo, che non tutti colgono, almeno a giudicare dalle obiezioni che continuamente mi arrivano sulla sua presunta utilità). Proprio per la trasversalità dei profili che contiene, che si deduce anche da una recente inchiesta dell’Espresso,
il network “Italy” di Facebook sarebbe, ad esempio, un
campione molto più rappresentativo per eventuali “Blog Awards” nostrani.
Ma anche nel mondo dei blog, anzi soprattutto in quello, vi è una tale e diversa distribuzione che viene da chiedersi come sia possibile identificare la rete cogliendo solamente le spinte ideologiche che vengono da una sua parte: basti per tutti una visita al sito (in inglese) di Vultus Christi e visitare qualche link (anche in italiano) per rendersi conto della fitta trama di dialogo e di contenuti, alcuni davvero molto profondi, che si dipana intorno ai temi cattolici nella rete.

Ma allora bisogna svalutare questa iniziativa dei Blog Awards? Assolutamente
no. Va riportata, però, nella dimensione che le è propria.

Continua a leggere “Il popolo della rete e le sue etichettature”

Piccoli cambiamenti..

Sto ridisegnando il blog..
Questo sarà il nuovo template di base che è quello della nuova versione Movable Type Pro (scaricabile free per uso personale)
E’ un work in progress perché, come tutte le mie cose su Internet, devo farle nei ritagli di tempo. Portate pazienza.
Gli archivi ci sono ancora, così  come ci dovrebbero essere tutti i post e il feed… Fatemi sapere per favore se manca qualcosa: già so che alcune immagini dei post non vengono visualizzate, qualche problema con pagine “non-standard” che avevo predisposto all’interno del blog, etc.

Intanto, buon anno! :-)

New design launched using Movable Type

Our web site is sporting a new look and feel thanks to Movable Type and the Professional Template Set. The Professional Template Set makes it possible for just about anyone to get up and running with a new web site using Movable Type. It is literally as easy as just a few clicks. Just pick a new for your web site, select the Professional Template Set and publish. Then voilà a new web site. Thank you Movable Type!

Update of September 2012. Each time Upgrading, Movable Type is a problem of its own. Templates set must be updated from version to version manually. In example when the Signing In process stucks when the readers try to comment.. Fortunately, there’re angels like Mihai Bocsaru that can help you find out where’s the error and resolve it!

But a lot of work and adjustements are still to do…

Faccialibro / 2

Tendenzialmente, Facebook è un blog nel quale i post sono gli “stati” e ai quali possono commentare solo gli amici. Semplificando, almeno, questo sta diventando il mio profilo. Non che sia un utilizzo disdicevole, anzi. Fa sicuramente “perdere” un po’ di tempo (se si è al lavoro), ma può dirsi positivo, da un certo punto di vista, ad esempio dell’immediatezza.
Il mio “workflow” sociale attualmente è una cosa tipo:
– Blog principale come luogo per scrivere cose un po’ più lunghe o pensate (vabbè tranne questa: ma in effetti devo ancora ottimizzarlo per questa configurazione).
– Per le immagini e le citazioni, Tumblr che è virale e veloce, per le foto anche Posterous che sta crescendo molto (e si vede dai problemi sui server che spero risolveranno presto)
– Per il flusso sociale, Facebook, che consente una selezione precisa e ha come plus l’estensione verso il network di amici reali e non solo con una pletora di nick.

Prova MT 4.23

Vediamo che è successo nell’upgrade a Movable Type 4.23….
Incredibile, è andato tutto bene. Giusto il solito problemino della directory mt-static che va messa [?] nella root, il resto liscio come l’olio. Ho fatto bene a fare un’installazione su una directoy vuota, a proposito.

Non so come abbia fatto a ripescare i template che c’erano (dal db) e ad aggiustarseli da solo, con tutti i moduli e aggiunte che avevo fatto. Ho invocato pure un Refresh Blog Templates certo che me li spianasse (volevo vedere se c’era un bel template nuovo di zecca) ma si ostina a propormi i miei, e ne ha fatto pure un backup :)

Uhm, potrei caricare uno stile nuovo, anzi no vediamo un po’. Ci sono nuovi temi….

Professional Website e Classic Blog, e poi Community ad esempio…

Qui ci sono le release notes…..