Dieci anni di blog

BLOG IDEAS

(Dieci anni di vita)

In questo periodo, il blog compie 10 anni: era infatti metà 2002 quando iniziavo a scribacchiare sul sito.  Cosa è cambiato in questo tempo così lungo (telematicamente, ma anche umanamente)? Moltissime cose, e in questo post vorrei provare a fare un po’ una storia… 

 

Nel 2002 ero all’inizio di un processo di cambiamento, che in effetti era partito l’anno prima. Fino al 2000, infatti, io ero una persona abbastanza diversa, forse più spensierata e piena di sogni rispetto ad oggi (ed è ovvio, anche se forse non del tutto) e in parte già zavorrata da un’ansia esistenziale fastidiosa ma non ancora invasiva.
 
Lavoravo nella stessa società che avevo contribuito a far crescere, portando Beta, fondata qualche anno prima e creando IT news, in un ambiente ed in un periodo di grande fermento qual era quello della New Economy. Nel 2001, tuttavia, insieme alla bolla speculativa che rallentò economicamente quel fermento, scattò qualcosa anche dentro di me, ed iniziai a modificare alcuni aspetti del mio pensiero – in modo più categorico e più restrittivo. Questo processo si andò rafforzando nel 2004 (anno della morte di mio padre) ed è finito sostanzialmente nel 2010, quando è iniziato un percorso di profondo cambiamento in senso opposto, più consapevole ed aperto. Schematizzando molto, potrei indicare una prima fase dai 20 ai 30 anni, molto creativa, ansiogena, ed intensa; una seconda fase dai 30 ai 40 sempre creativa ma più tormentata, introspettiva ed a tratti dolorosa, e una terza fase dopo i 40: cambiamento sostanziale,
con un fondamentale disturbo funzionale a fare da spartiacque. lavoro di consapevolezza e schemi di pensiero in profonda rilettura e revisione. Nel mezzo molti eventi, privati e pubblici.

Provo a ripercorrerne alcuni di essi attraverso un excursus nei post di questi dieci anni…

L’amarcord

Nel 2003 iniziava la guerra “preventiva” all’Iraq: la trovavo disgustosa e tremenda già allora e dopo dieci anni non ho cambiato idea (giova anche ricordare quale fu la posizione dell’Italia e del governo allora in carica).
Dello stesso anno è la mia miniguida su
come si apre un blog che divenne “famosa”, ed è sempre al primo posto nelle ricerche di Google (ma anche di Bing, come ho scoperto), aggiornata e parzialmente rivista.
Sempre nel 2003 me la prendevo con Gianluca Neri, il fondatore di Clarence, a proposito del suo famigerato post contro
Padre Pio (oggi non più trovabile sul suo sito, sostanzialmente un lungo atto d’accusa di essere un millantatore, uno che si creava ad arte le ferite per farsi credere santo, che andava con le sue “pie donne”, e così via), un santo che i miei conoscevano bene anche per motivi geografici.

Il 2004 era iniziato scrivendo qualcosa di un po’ serio sui Knowledge blog, il ramo dei blog che si occupa di diffusione della conoscenza nel contesto delle aziende e delle strutture organizzate. Peccato fosse troppo presto.
Ma è soprattutto l’anno della morte di
mio padre, che ha segnato dolorosamente una sorta di spartiacque. L’elaborazione del lutto porterà ad di ripensamento di molte istanze, insieme ad una religiosità più vissuta, intensa e rigida.
A luglio scrivevo qualcosa sulle
radici cristiane, un lungo post ideato insieme al mio caro amico “teologo” storico, per l’annosa questione della Costituzione europea (e i “lumi” come matrice storia dell’Europa).
Un progetto che va in porto in quei mesi è Bloogs
, un prototipo di piattaforma Web gratuita che iniziavo a implementare a fine agosto. Consentirà ad alcuni blogger di prendere il volo e di fare pratica con il Web 2.0, e io la rivenderò qualche anno dopo, a esperimento concluso, ad una società spagnola che aveva un network omonimo (facendoci pochissimi soldi, dicono alcuni – ma non sono mai stato un “bravo” commerciale).

Nel 2004 accade anche l’imprevedibile (e per me imprevisto) episodio dell’articolo della mia rivista Beta che risultava copiato: dopo una lunga ed aspra discussione pubblica con Mafe De Baggis, dalle reazioni infuocate e i toni accesi, si venne a creare una difficile situazione ed alla fine la mia redattrice ammise di aver commesso il grave errore, senza dirmelo.
Intanto conosco
Carlo Viola e Luca Conti (futura blogstar), e li invito a contribuire ad un blog cooperativo su Bloogs. Con Carlo saremo anche tra i fondatori di un tavolo politico di riflessione che sfocerà poi in iniziative concrete nel 2009 (con “Persona è futuro”).
L’anno termina con l’immane tragedia dello tsunami nell’Oceano Indiano
, uno dei più catastrofici disastri naturali dell’epoca moderna (e purtroppo l’esperienza verrà ripetuta con altri tremendi maremoti), con oltre 230.000 morti.

Il 2005 è appena iniziato e già comincio a parlare di politica, facendo due conti (probabilmente sbagliati) con .mau. ed altri amici su un’idea di centro.
Ma la decisione più “grave” e difficile è quella di
sospendere Beta, dopo dieci anni di pubblicazioni (ne parlano pure Punto Informatico ed altri blog in rete). Era effettivamente finito un ciclo per la rivista, e forse anche per noi, ed ancora oggi non sono più riuscito a riorganizzare il sito, o a riprendere in mano il progetto. Mi dico sempre che questo sarà l’anno buono (complice anche l’interessamento di un caro e paziente amico che dirige la sezione Tecnologia di un grande portale nazionale), e poi…
In ogni caso la mia vena creativa fortunatamente non si sospende,  creo il sito
Blogcafè, insieme ad alcuni compagni di viaggio  (Andrea “Cips” Buoso, Luca “Pandemia” Conti, Carlo Viola, Giorgio “Falso Idillio”, e altri), e con le immancabili Blog beer, gli eventi di incontro dove – così come avviene per le discussioni davanti alla macchinetta del caffè – si producevano spesso le idee migliori.
E’ a Pasqua di quell’anno che si svolge uno dei viaggi più belli della mia vita:
Vienna! La capitale austriaca sarà per me un’esperienza emozionale intensa, coinvolgente, anche per il momento particolare che stavo vivendo e per la bellezza austera dell’Austria: mi rimarrà nel cuore, e la città mitteleuropea diverrà un mio “luogo dell’anima”, nella quale tornerò due anni più tardi.

Il 2 Aprile 2005 muore Giovanni Paolo II, uno dei pontefici più grandi della storia della Chiesa cattolica: un’emozione enorme corre nei giorni immediatamente precedenti e successivi, ed un enorme afflusso di persone arriva a Roma da tutto il mondo per rendere omaggio alla salma del papa polacco.  Il conclave, tra qualche incertezza iniziale, eleggerà al soglio pontificio il tedesco Joseph Ratzinger, il “custode dell’ortodossia”.
Il 7 luglio di quell’anno torna il terrorismo internazionale con i gravissimi attentati di
Londra: una serie di esplosioni consecutive nella metropolitana provoca 55 morti e più di 700 feriti, il tutto succede mentre ad Edimburgo si svolge il vertice del G8 ed il giorno prima Londra era stata scelta per ospitare le Olimpiadi 2012, che si aprono dunque proprio quest’anno con i relativi allarmi terrorismo.

A parte questi grandi eventi, l’anno scorre relativamente tranquillo, cosa che si evince dal tenore di post che mi ostino a pubblicare. Ma – e  forse questa era veramente la cosa più grossa che mi sia mai capitata – ero innamorato,: ahimé, amore “impossibile” e turbolento, e costellato di molti viaggi aerei, ma sempre amore. 

Passando di palo in frasca, scorrendo i vari post fa impressione notare come la maggior parte dei link a vari siti Web oggi non funzioni più. Il web del futuro sarà costellato di “404 not found” (pagine non trovate)?

In quell’anno mi compro una Kawasaki Z750S, che ho ancora oggi e va benone.

Il 2006 arriva e non sembra particolarmente denso di avvenimenti eclatanti: l’unica nota di un certo interesse è l’la serie LOST, inventata dal geniale J.J. Abrams: mi prenderà come nessuna serie televisiva.. (nella mia personale classifica è il numero 2 dei serial televisivi secondo solo a Dallas, ricordo indelebile della mia infanzia).
In questo periodo scrivo anche un (poi famoso) post sulla
trazione anteriore e posteriore delle automobili.

Alcuni problemi decennali trovano soluzione, e sebbene mi lamenti molto durante il percorso, a dicembre vedo la luce e risolvo una faccenda che mi stava angosciando da diversi anni.

La mia relazione sentimentale, tuttavia, da difficile e problematica qual era, entra totalmente in crisi. Inizio a leggere tutta una serie di libri sull’amore per capire meglio (ricerca che ancora è ben lungi dall’essere finita). In questo periodo la mia rigidità si acuisce ancora, e io, che più che comprendere le dinamiche dell’amore, preferisco l’approccio intellettuale – testimoniato dal post di Bruto M. Bruti L’illusione dell’amore romantico, che ripubblico sul blog (e risulta ancora oggi come uno dei post più cliccati) – vado avanti a cercare di capire….

Il 2006 chiude per così dire un periodo. Prima c’erano stati gli anni della malattia di papà, la relazione con la ragazza straniera, ora c’è la laurea e gli impegni di lavoro sempre più pressanti. Alla fine dell’anno l’evento lungamente atteso consente finalmente di fare progetti, tant’è che nella frenesia generale mi permetto pure una delle auto più divertenti che mi sia mai capitato di guidare: la Mini Cabrio, che mi regalerà attimi di guida felice e spensierata.


Il 2007 è una sorta di anno “cerniera”,
pieno di avvenimenti e fervido di attività. Innanzitutto i viaggi: prima la tappa a Firenze, per conoscere una bella persona (e insieme una bella delusione), e poi il lungo  viaggio nel Nord Italia, nelle città d’arte insieme ad un mio caro amico) nel quale visiterò Orvieto, di nuovo Firenze, e poi Ferrara, Padova, Venezia… e poi proseguirò per l’Austria, Vienna ed infine di passaggio qualche giorno per Milano per incontrarmi con la ragazza del nord – passando gli ultimi momenti (in)felici insieme.

Quello sarà l’ultimo viaggio.

Di lì a poco la mia vita, infatti, sarebbe cambiata, e non come pensavo io. Accade nella seconda metà del 2007, precisamente a settembre, in una sera qualunque, a casa mia, in un periodo un po’ stressante. Ma arriviamoci per gradi…


In quei mesi scrivo un post che rimarrà tra i più visitati: sul disinnamoramento. In realtà è una serie di post, giacché avevo messo insieme riflessioni che  derivavano dalla lettura di tre libri importanti che avevo correlato nella mia testa: “Innamoramento e amore” di Alberoni, “Perché amiamo” di Helen Fisher e  “Quando l’amore finisce” di Donata Francescato, tre punti di vista diversi e complementari sul fenomeno dell’amore: sociologico, neurologico, statistico.

La cosa che più mi colpisce di quel periodo, però, è la mia lunga serie di post monotematici sulla religione, tutti in difesa della cristianità e della Chiesa cattolica: dal post sulla pagliuzza dei Dico, al primo Family Day, dai discorsi del Papa alle polemiche sul famigerato video della BBC intitolato “Sex crimes and the Vatican” (su questo curo una dettagliata analisi delle tesi e smentite, in collaborazione col prof. Massimo Introvigne).
Mi stupisco a distanza di anni nel vedere quanta attenzione e puntiglio dedicavo a questa causa, con articoli anche pregevoli che a tutt’oggi risultano molto visitati.
Ed è sempre di quel periodo, peraltro, l’inizio della curiosa coincidenza di vedere il “
numero del diavolo” in modalità invero singolari da una prospettiva probabilistica.

Nello stesso anno mi compare la varicella, per cui mi trovo a passare l’intero mese di Giugno recluso dentro casa o a passeggiare da solo per le strade poco frequentate.

Intanto prende corpo la mia passione per il giornalismo di ricerca (citizen media, diciamo così) e commento un’inchiesta secondo cui “oltre 800.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, e altri rifiuti tossici, in particolare terre provenienti dalla bonifica di siti inquinati e fanghi industriali, contenenti sostanze cancerogene venivano fittiziamente declassificati e miscelati con altri tipi di rifiuti, per essere poi smaltiti in discariche non autorizzate dell’Emilia Romagna”; ecco, con il devastante terremoto che c’è stato nel 2012 in quelle zone, forse non è tanto bello da sapere.

Inoltre, con una mini-inchiesta sui furbetti delle autoblu scopro che la Regione Veneto ha previsto nel capitolato delle auto in dotazione, praticamente, solo ammiraglie tedesche Audi e Mercedes. Oggi paghiamo ancora tutti noi queste scelleratezze da prima..ops, da seconda repubblica.

Giusto per non smentire il rigorismo del periodo, nella Notte bianca romana del 2007 visito solo  luoghi religiosi.

Partecipo al mio primo concorso pubblico (primo di una non molto lunga serie, ho smesso di crederci rapidamente, vedi oltre…).

Ma è a settembre del 2007 che succede qualcosa che cambierà la mia vita. Nel mezzo di un periodo, dicevamo, stressante – anche per via di alcuni lavori che stavo facendo nel mio appartamento e soprattutto per la crisi persistente con la ragazza del Nord,  accade, in una sera come tante, dopo una cena fatta più tardi del solito e uno spuntino pesante, che la notte compaiano dei lancinanti dolori di stomaco.
Lì per lì non riesco a capire cos’ho, e penso ad un’intossicazione alimentare. Il medico di guardia, però, non può fare niente e dice di provare a prendere qualcosa  e, se non migliora, di rivolgersi al pronto soccorso o al gastroenterologo. Dopo qualche ora i dolori scompaiono da soli, e lì per lì la tesi dell’intossicazione rimane la più probabile, anche  perché per qualche giorno non succede niente. Ma quel momento segna uno spartiacque, un inizio, un percorso difficile e complesso, che sto vivendo ancora oggi.

Passano i giorni, in un’atmosfera un po’ meno preoccupata, apparentemente non ci sono più dolori di stomaco.
Mi colpiscono le considerazioni di Giuseppe De Rita (del Censis) che pubblica il
41° rapporto CENSIS sull’Italia dal significativo titolo “Una società mucillagine al posto dello sviluppo di popolo”, e cito nel mio blog questi passaggi:
Il vero problema, rileva, non è tanto economico quanto sociale. Ed è uno scenario di notevole depressione, impotenza, abbattimento: la società resta inerte, impermeabile alla crescita economica, dove lo sviluppo non filtra. Così, scrive De Rita, la realtà sociale diventa giorno dopo giorno «poltiglia di massa» (o peggio ancora «mucillagine», dove restano avviluppati «ritagli umani» senza identità) nella quale pulsioni, emozioni ed esperienze risultano impastate e che, di conseguenza, risulta «particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa», orientata la pessimismo e al peggio, e nella quale le istituzioni hanno perduto ogni funzioni di coesione.
E risparmio il paragrafetto dal titolo “Esperienza del peggio” (chissà oggi cosa scriverebbe)

In quel periodo, inizio a lavorare in Telecom Italia come ingegnere consulente. Le cose all’inizio sono difficili, con alcuni simpatici episodi come il blocco dei Tir durante il quale alcuni camionisti ubriachi vogliono farmi la pelle mentre mi reco al lavoro con l’auto (forzando il blocco per passare). Comunque, l’ambiente alla fine si dimostra stimolante, ci sono questi open-space nei quali è facile entrare in contatto con i colleghi e fare amicizia (alcune delle quali, come spesso avviene, rimarranno anche dopo).

Ma i dolori di stomaco, purtroppo, riprendono. Anche se seguo una dieta ferrea che, complice l’arrivo del Natale, sarà difficile mantenere. E’ la sera di Natale e il giorno dopo i dolori sono insopportabili, a quel punto non si può più rimandare: mi consulto con un gastroenterologo che prescrive immediatamente una terapia farmacologica, che ferma i dolori. Di lì a poche settimane si procederà con una gastroscopia.

Il 2008, inizia con l’elezione del nuovo “papa nero”, ovvero il superiore generale dei Gesuiti, ordine al quale sono legato per vari motivi personali, non ultimi anche famigliari.

Nel giro di pochi mesi si susseguono due gastroscopie: una prima a gennaio e poi tre mesi dopo, sotto terapia. Vengono escluse patologie più gravi, ma si esplicita un’MRGE ovvero il reflusso gastro-esofageo, con un’infiammazione dell’esofago in forma piuttosto acuta. Da lì partirà un processo, come dicevo, che porterà progressivamente ad avere sempre più frequentemente maldistomaco.  La mia vita sarà condizionata da tale deterioramento in maniera da non riuscire a gestire i tempi e i modi nei quali questo si farà sentire, fino ad arrivare a una modifica sostanziale delle mie abitudini e una gestione dei tempi che sarà sempre più complicata.

Nello stesso periodo di quell’anno sta volgendo al termine una delle relazioni più intense, difficili e coinvolgenti che abbia mai sperimentato. Non si riesce mai ad analizzare bene la situazione quando si è coinvolti, ed io lo ero totalmente, e la mia tristezza e rabbia prendeva forma per molte strade (una di queste è stata la strana passione per un famoso dipinto di Arnold Boecklin).

Dunque, la relazione è ad un punto critico, e si avvicina Pasqua del 2008: sto per prendere la decisione finale di lasciarla. Nelle settimane precedenti approfondisco anche sul tema dell’amore e della relazione di coppia con i testi che – al di là dell’effetto immediato – avranno comunque un peso nelle mie riflessioni, in particolare sull’innamoramento (e disinnamoramento), cui dedico un post, ancora molto letto. Beh, insomma arriva il momento più difficile, e con una lunga lettera seguita da alcune telefonate, cesso la mia storia con la ragazza del Nord.

 

Alcune cose di secondaria importanza colmano il vuoto nei mesi successivi.

Rifaccio il famoso test della personalità Myers-Briggs, e questa volta esce il risultato di INTJ (Introversion, INtuition, Thinking, Judgment), di cui parla così: INTJs are introspective, analytical, determined persons with natural leadership ability (?). Being reserved, they prefer to stay in the background while leading. Strategic, knowledgable and adaptable, INTJs are talented in bringing ideas from conception to reality. (Su Wikipedia c’è di più).

Osservo curiosamente il caso della ragazza pubblicità: a distanza di anni lei è ovunque, in moltissime pubblicità. E’ sempre la stessa, in tutte le nazioni, che fa le cose più disparate, sempre con lo stesso smagliante sorriso (probabilmente è anche sempre la stessa foto).

A giugno 2008 si ritira dalla Microsoft il suo fondatore Bill Gates, un mito della mia generazione (pure Steve Jobs lo è stato ma per altri motivi – io sono sempre stato un pc-ista, non un mac-ista).
A luglio  riprende la nuova stagione di LOST, che mi deruberà l’attenzione serale in modo oramai totale.

A fine luglio del 2008 segnalo la chiusura della storica gelateria Pellacchia di via Cola di Rienzo, e nessun altro prenderà il testimone perché, per scelta dei titolari, la ricetta non verrà tramandata. Era il gelato più fresco, leggero, buono ed incredibilmente genuino che nessuno ha mai fatto a Roma, e nonostante le migliaia di brutte copie e centinaia di migliaia di persone che giurano che ci sono gelati altrettanto buoni, credo non avrà eredi…

Nello stesso periodo posto una descrizione del segno della Vergine, trovata chissà come su un sito di astrologia, che mi trova concorde totalmente.
La blogfest organizzata da Gianluca Neri a Riva del Garda viene criticata da alcuni blogger che vi hanno partecipato (un po’ irriconoscenti a mio avviso) e ne parlo un po’ anch’io, che non ci sono neanche andato.

Per chiudere il periodino c’è la morte suicida di David Foster Wallace, uno scrittore che adoravo, un genio che ha scritto pochi libri e tutti memorabili.

A novembre 2008, la crescita di Facebook è incessante e la sua esplosione arriva anche in Italia – e io che nonostante lo scetticismo di alcuni credo che crescerà ancora – scrivo una miniguida per districarsi nel famoso social network, che è vieppiù apprezzata.

Inizia il 2009 ed io sono ancora su posizioni religiose piuttosto radicali, che procedono di pari passo con una certa depressione e le solite fitte letture. Sebbene il livello di stress sia sempre abbastanza alto, il maldistomaco sembra intanto aver preso una pausa.  (ma non sapevo che cosa mi avrebbe aspettato dopo…)

A gennaio 2009 mi soffermo sulla campagna – apparsa sui bus londinesi – sponsorizzata dall’Unione degli Atei inglesi, e poche settimane dopo anche sull’imbarazzante vicenda del vescovo lefebvriano Williamson, che il Vaticano aveva “riabilitato” ma che almeno dal 2008 si sapeva essere su posizioni dichiaratamente negazioniste. Benedetto XVI in persona dirà successivamente e pubblicamente che Internet deve essere maggiormente consultata dal Vaticano… Beh, direi proprio di sì!

A febbraio Chris Bangle lascia definitivamente la  BMW: aveva rivoluzionato il design delle auto di Monaco dalla fine degli anni ’90 creando una corrente di stile e di “pensiero” incredibilmente innovativa ed anticonformista. Era un genio dello stile che a me piaceva molto. Pochi sanno che personalmente con Bangle ho avuto diversi scambi di email, dove discutevamo del suo ruolo e della attività di designer. Mi è sempre sembrato un signore, anche quando era evidente che il suo lavoro stava per venire smantellato dal nuovo design management… Dopo di lui le Bmw sono ritornate di nuovo scialbe, tutte uguali, e perfino sgraziate (come la recente  Serie 1 sta lì a dimostrare).

Scoppia la polemica sul caso difficile e delicato di Eluana Englaro, e anche sul blog dimostra di essere un argomento che divide gli animi. La mia vis polemica ritorna, e sforno un singolare post sulle 10 cose che un Papa non dovrebbe mai dire, ovviamente ironico…

Ad aprile ritorno sull’argomento Facebook, scrivendo un post questa volta dal titolo evocativo di “Fakebook” (fake è falso): mi soffermo, in particolare, sul crescente problema delle false identità sul social network, proprio quel tipo di problema per ovviare al quale Facebook all’inizio era nato!

Il 2009 è l’anno in cui la mia passione politica diventa più concreta, e prendo parte con entusiasmo alla Costituente di Centro, un progetto per un nuovo soggetto politico indipendente di centro. Insieme con alcuni amici e colleghi fondiamo il laboratorio culturale-politico Persona è futuro, della cui associazione sono stato poi nominato segretario.

Sul blog, tra le altre cose, inizio ad esaminare alcune problematiche relative alla gestione della comunicazione per i candidati politici, nel contesto “2.0”, ovvero delle piattaforme sociali oramai luoghi di dialogo e di confronto irrinunciabili.

A proposito di politica, a giugno è tempo di elezioni europee, e mi cimento in qualche analisi sul risultato elettorale.

Non stiamo fermi a Persona è futuro, che intanto cresce bene e gode della simpatia e dell’appoggio di Savino Pezzotta (Onorevole della Rosa per l’Italia-Udc), ed a settembre organizziamo il primo convegno (di una serie) sul tema del Personalismo, al quale partecipano relatori importanti ed autorevoli e che avrà uno straordinario successo (davvero!).

Ma il 2009 è anche l’anno del mio “grande concorso“, l’importante occasione che mi si presenta per il Consiglio Regionale del Lazio: partecipo per i posti relativi agli informatici, e, non so bene come, supero le spaventose selezioni (nel senso del numero di partecipanti) con un ottimo piazzamento (tra i primi 15), vado allo scritto finale ed esco… primo in graduatoria! A quel punto sono caricatissimo e vado all’orale e…indovinate che succede? Beh, la storia è raccontata in un lungo articolo. Mi chiameranno anche in televisione a raccontarla. Potete comunque immaginare come sia andata, visto che non lavoro lì…

A dicembre Gian Antonio Stella, noto giornalista del Corriere della Sera e fustigatore di (mal)costumi, questa volta scrive un articolo su tema Internet che condivido pienamente, nel quale osserva che “il lato oscuro del web” «è popolato da individui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idiomi utilizzati, parlano tutti, salvo qualche rara ma importante eccezione, il linguaggio della violenza, della sopraffazione, dell’annientamento».

Alla fine del 2009 la mia tristezza fa capolino, anzi questa volta entra prepotentemente dalla porta principale: il post le cose che non colsi (che riprende nel titolo la famosa poesia di Guido Gozzano), sembra già un abbozzo di sistematizzazione del mio (allora inconsapevole) complesso schema di pensiero. Ed è uno dei miei preferiti…

Arriviamo così a un evento che cambierà di nuovo la mia vita: è novembre quando vado per la prima volta dal neurologo, mandatoci dal mio gastroenterologo che ravvede, nel maldistomaco, una componente ansiogena che vale la pena approfondire. Allora poi era ancora niente… è nel 2010 che avverrà la svolta (in negativo) per i miei problemi gastrici e nervosi. 

Comunque, è tempo di elezioni (amministrative), e inizio l’anno con un post molto rigorista ed altrettanto noioso sui valori non negoziabili nelle alleanze politiche con i cattolici.  Proseguo ad aprile con un articolo che contiene un’analisi ed alcune considerazioni sul risultato delle amministrative nel Lazio (mi soffermo sul centro moderato), con la vittoria della Polverini sulla radicale Bonino.

Ci sono i mondiali di calcio europei 2010, che verranno ricordati, temo, per una sola ragione…:).

Col senno dei giorni nostri, si può dire che nel 1981 il grande Monicelli aveva già capito tutto, in uno dei tanti celebri dialoghi del Marchese del Grillo (in questo caso col Papa Pio VII): si rimane sempre nel campo della politica e nel difficile equilibrio che lega la storia italiana alla Chiesa. Ne dà conto un’intervista a Cossiga di cui riporto frasi da scolpire a memoria per chiunque cerchi di capire l’oscura materia politica italica. Curiosi ad esempio i passaggi con il “Berlusconi educato dai salesiani” e il Prodi educato “in parrocchia”... 

Tornando a me, in realtà nel 2010 avevo deciso di prendere un anno sabbatico,  ma inaspettatamente, in quell’anno ero stato assunto presso una società di software che prometteva bene. Da quel momento, complice anche una difficile situazione personale, il blog sarà sempre meno aggiornato, e scriverò poco. Ma non disdegno comunque qualche passaggio su due delle tematiche che sempre mi stanno a cuore, la politica e i sentimenti (e la comunicazione, e la sociologia): su quest’ultimo argomento, pubblico l’ironico Uomo vero.

Il lavoro procede e il 2010 è anche l’anno degli scontri a Roma molto violenti, con a un Parlamento politicamente incapace di contenere il malcontento, e un governo alle prese con una crisi di credibilità, economica e sociale, fortissime. Pochi mesi più tardi questa crisi, sottolineata anche dalla BCE, giungerà a conseguenze gravissime sui mercati finanziari internazionali – e porterà poi alle dimissioni anticipate del governo Berlusconi nell’autunno del 2011, con l’avvento del “governo tecnico” di Mario Monti.

Ma è il maldistomaco che nella seconda metà del 2010 non mi dà più tregua e mi crea problemi anche (e soprattutto) sul lavoro, tanto che a fine anno sarò costretto a lasciare il posto, e a lavorare da casa. Da gennaio del 2011 inizierò  una riorganizzazione coatta delle mie giornate e dei miei orari, postponendo l’ora di sonno, “aspettando” che il maldistomaco mi conceda la  tregua necessaria per dormire. A volte mi trovo a non potermi coricare anche fino alle 4, alle 5 di mattina nonostante il sonno sia fortissimo. O a svegliarmi con lo stesso maldistomaco della sera precedente, con tutte le ricadute sulla giornata che sono intuibili.

In realtà, come scoprirò alcuni mesi più tardi (o meglio, mi convincerò), ci sono due “maldistomaco”: un maldistomaco legato al cibo che è, diciamo, correlato alla mia patologia e che è di fatto piuttosto limitato, ed un altro maldistomaco legato all’ansia ed allo stress molto più subdolo. I due ovviamente, sono interdipendenti e spesso sovrapposti, in modo tale che non è semplice capire dove finisca l’uno e cominci l’altro. Una cena molto pesante potrà avere un indice di maldistomaco altissimo, ma il maldistomaco da ansia potrà avere la stessa incidenza, o magari sovrapporsi, creando sempre una relazione incognita di cui è difficilissimo tenere conto o anche solo capirne le cause, salvo sentire costantemente il maldistomaco. Mi sembra di essere diventato Sartre (“La nausea”), e anche un metronotte (per via degli orari).. quel periodo lo ricordo come veramente terribile.

Tornando agli eventi, il 2011 si apre per me con un appuntamento inatteso ma molto importante, vengo invitato al Vatican Blogger Meeting. Si tratta del primo incontro organizzato dalla Chiesa con 150 blogger selezionati e si svolge in un palazzo in territorio Vaticano: è molto interessante sia nei contenuti sia nell’approccio, aperto e condiviso, e sarà anche l’occasione per me per incontrare alcuni amici e conoscere persone che avevo fin allora seguito solo…via blog. Peraltro, galeotto fu il meeting,  mi porterà fortuna per il successivo incarico di insegnamento al Master!

A giugno di quell’anno si svolge il referendum per il nucleare. Sull’onda emotiva del disastro di Fukushima, conseguente al terribile terremoto in Giappone di qualche mese prima, da una parte c’è chi è favorevole a riaprire la questione chiusa decenni prima, e consentire così di riprendere il programma atomico di produzione di energia in Italia, ma dall’altra – la stragrande maggioranza –   c’è chi vede chiaramente i gravissimi problemi che il nucleare porta con sé, tuttora non risolti (né risolvibili a breve). Ne approfondisco i termini con un lungo articolo di considerazioni sul nucleare, tecnico e molto critico, che verrà citato in diversi contesti. L’articolo mette in risalto il rischio che la scelta nucleare comporta, che oltre a non essere conveniente è principalmente insicura, ed è soprattutto sostituibile con altre fonti di energia.

Sull’onda del travolgente successo dei social network, soprattutto in Italia, scrivo alcune riflessioni sulla difficile arte della comunicazione telematica. Sono cose in parte note, ma in parte anche da scoprire, specialmente se il contesto è online.

Il 2011 si chiude e il 2012  si apre con due belle novità: vengo chiamato come docente nel Master in Comunicazione e New Media, e inizio una nuova relazione sentimentale. In qualche modo l’insegnamento a tale livello apre un ciclo professionale nuovo per me, che già era iniziato l’anno prima con esperienze minori, e ne chiude un altro, legato alla programmazione, che mi appassionava sempre meno.
Gli aspetti correlati alla Comunicazione, che rappresentano per me i temi più interessanti e presenti nel mio bagaglio culturale e professionale dai primordi della mia carriera (non a caso le mie prime esperienze si riferiscono proprio alla creazione e direzione di testate giornalistiche)  adesso si fondono con l’insegnamento, ed è un impegno che mi appassiona. Ovviamente la fatica è tanta, ma la sfida è molto intrigante e molto bella e, spero, anche durevole.

Bene, siamo arrivati alla fine del racconto.. sicuramente molto tedioso, io stesso ci ho messo un sacco di tempo per finirlo! Ma ci tenevo a ricostruire un po’ di cose per fissare le idee – per tanti motivi.

In dieci anni il mondo è cambiato moltissimo, e un po’ anche io. Dopo lo stordimento dell’11 settembre, sembrava che ci si dovesse ripiegare sulla paura generalizzata del terrorismo, e che i fondamentali del mondo rimanessero quelli del decennio precedente: invece stiamo arrivando a un tipo di società dove tutto viene messo in discussione, dalla morale al liberismo, dai temi sociali alla politica economica. I social network sono lo specchio di questo processo di destrutturazione e ristrutturazione, dove ogni autorità o pensiero sono aggrediti  o osannati, a seconda dei casi, ma soprattutto discussi, senza sosta. Questa è la prima conseguenza: può talvolta divenire estremamente difficile creare un processo di costruzione di coesione  di pensiero e mantenerlo. Ma è una sfida che abbiamo davanti a noi che vale la pena di intraprendere.

Dicevo, anche io sono cambiato. In fondo sia il maldistomaco, sia i miei dialoghi col neurologo, hanno contribuito ad un profondo processo di de-strutturazione, e mi hanno fatto conoscere una parte di me che, probabilmente,  mettevo da parte, non volevo ascoltare. Anche da un punto di vista religioso, ho modificato la mia ricerca spirituale volgendomi  più verso l’essenziale, cercando di rilasciare l’eccessiva attenzione alle forme ed al formalismo, ed alla politicizzazione e “razionalizzazione” della fede, così tipica in Italia.
Il maldistomaco continua a tartassarmi, però progressivamente di meno, e ci sono delle cose del mio pensiero che si modificano, come se quella spia di allarme servisse a comprendere che a volte la realtà è diversa da come ce la raccontiamo… Il procedimento di cura che alla fine si è dimostrato più fruttuoso è una combinazione ragionata di diverse scuole e metodologie: da una parte quella del medico curante che ha intuito per primo che non poteva essere solamente un problema di origine organica, anche se quello c’era e andava curato. Dall’altra l’approccio costruttivista post-razionalista, una metodologia di riconoscimento che mira a staccare il “racconto” personale dalla “realtà”, cioè di distinguere quello che uno si racconta razionalmente da quello che prova sul serio. E’ una palestra eccellente (ed anche per il riconoscimento sugli altri e rispetto agli altri) che spesso consente di avere accesso ad un mondo diverso delle proprie esperienze personali, ed al modo in cui ci confrontiamo con la vita e con gli altri, e di cosa ci “raccontiamo”. Ma questo è già argomento per un prossimo post o, magari, per un ipotetico blog “Lettere al Neurologo”…

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