Analisi semiseria del voto

Confrontando i risultati
delle sole europee, con quelli delle scorse consultazioni
sempre europee (mele con mele), mi sembra che qualcosa di utile si possa dire.
Innanzitutto che molte sigle politiche sono sparite dalla zona italiana dell’Europarlamento per effetto dello sbarramento (e nella tabella che segue non ci sono neanche tutte).

Lista/Gruppo % 2004 Seggi 2004 % 2009 Seggi 2009
FORZA ITALIA (oggi POPOLO DELLE LIBERTA’) 20,93 16 35,26 29
ALLEANZA NAZIONALE 11,49 9
UNITI NELL’ULIVO (oggi PARTITO DEMOCRATICO) 31,08 24 26,59(1) 22
LEGA NORD 4,96 4 10,20 9
UDC 5,89 5 6,51 5
RIF. COM. – COMUNISTI ITALIANI (2) 5 3,38
DIPIETRO OCCHETTO (oggi DI PIETRO – IDV) 2,14 2 8,00 7
FED.DEI VERDI (oggi SINISTRA E LIBERTA’) 2,47 2 3,12
LISTA EMMA BONINO 2,25 2 2,42
SOCIALISTI UNITI (oggi SINISTRA E LIBERTA’) 2,04 2
A.P. UDEUR 1,29 1
FIAMMA TRICOLORE 0,73 1 0,79
Totale seggi 77 72

(1: con SVP – 2: nel 2004 erano divisi in RIF. COM. con 6.06% e COM. IT. con 2,42%)

Subito dopo, il preoccupante dato dell’astensione. Il dato
generale
è un tremendo 42,94%, mentre il dato italiano è 66,46%: in Europa siamo tra i migliori, il che è
incoraggiante, ma al Sud e alle Isole ne soffriamo anche noi, e comunque sempre peggio che alle scorse Europee. Ed è scoraggiante che agli europei frega sempre di meno di quello che succede in Europarlamento, dimenticando che molte leggi (indirettamente), fondi e regolamenti provengono e proverranno da lì.

L’Europa, già: c’è questo vento di destra, nel quale alla fine uscirà vincente il PPE, e male per il PSOE. C’è la crisi ovunque e la
gente cerca di difendere il lavoro e la famiglia, ovvero i pilastri della società. Le persone sembrano
fidarsi più delle potenzialità dei partiti di centro-destra, in questa evenienza.
Cito una parte dell’editoriale di Massimo Franco dal Corriere della Sera di lunedì a tal proposito:

(…) Il risultato del fronte berlusconiano Pdl più Lega, ha assai poco di eccezionale. Va a braccetto con la vittoria del centrodestra quasi ovunque: dalla Germania alla Francia, all’Olanda, alla Gran Bretagna, alla Spagna e a Paesi dell’Est come Bulgaria e Ungheria; e con una sconfitta della sinistra che in alcuni casi sfiora l’umiliazione; sebbene non in Italia.
E’ un verdetto politico e forse qualcosa di più. Siamo in presenza di un modello culturale che si consolida e di un altro ritenuto ormai dalla maggioranza degli europei come una lingua poco comunicativa, nella sua autoreferenzialità. Altrimenti non si spiegherebbe la ragione per la quale i governi moderati più o meno resistono, nonostante la crisi economica, mentre quelli socialisti riemergono ammaccati dalla consultazione e cannibalizzati dalle componenti più radicali. (…)

E ora la parte meno seria….

Analisi tv: la povera Melandri, non ce la dovevano mandare lei, da Vespa.

Preponderanze geopolitiche: al Nord Lega. Al Sud UdC. Emanuele Filiberto non pervenuto.

In Lettonia un partito, il JL (populisti), ha preso il 6,66%. Indicativo, credo.

In Germania La Grossa Coalizione scriccchiola, ma la
tessitrice Merkel è più contenta che mai: inizia a sognare alleanze
diverse. A proposito, hanno la più folta rappresentanza di eurodeputati.

Spagna: Zapatero perde punti, Rajoy ne
guadagna. Gli spagnoli iniziano a smarcarsi dalla politica
anticlericale ma soprattutto anticattolica del giovin premier. E fanno bene.

Gran Bretagna: ogni volta che qualcuno vuole fare un fulgido esempio di bipolarismo/bipartitismo, cita l’Inghilterra. Infatti ora hanno tre partiti (più i verdi e gli euroscettici).

Verdi in Europa trionfanti e sempre più determinanti. Tranne che da noi, caduti nell’oblio. Il motivo c’è: altrove guardano sul serio ai temi dell’ecologia, più che dell’ideologia (di sinistra).

I Comunisti
italiani: sempre furbissimi, fanno due tre partiti dei quali
nessuno riesce a raggiungere il 4%. Ma hanno molta ironia: Diliberto
qualche giorno fa diceva “siamo finalmente uniti!”

Una possibile proporzione: Italia dei Valori sta al PD come Lega sta al PDL.

Pessimismo leopardiano dei sondaggisti: ma qualcuno ha veramente creduto che il PDL avrebbe raggiunto il 40%?

Infine, le mie previsioni azzardate si son rivelate piuttosto azzeccate. La prossima volta mi faccio pagare dagli istituti di sondaggi.

Addendum

Sul sito del Parlamento europeo ci sono i risultati delle elezioni (parte italiana), in grafica e testo (fatta salva la composizione del Parlamento Europeo durante la tornata costitutiva del 14 luglio 2009)

3 pensieri su “Analisi semiseria del voto

  1. c’è poco da gioire della percentuale di votanti …considerando che il tema più dibattutto è stata Noemi queste elezioni ricordavano più le nomination di un reality …
    per chi andava da Vespa al PD hanno tirato la pagliuzza…e poi hanno mandato la Melandri perchè alle brutte poteva cominciare a parlare americano e far finta di non capire ;-)
    … come quando l’hanno pizzicata alla festa di Briatore a capodanno

  2. Luciano

    Grazie Giuseppe.
    Carlo, c’è poco da gioire è vero, ma se i numeri hanno un qualche valore in più della scoraggiante situazione generale, almeno ci siamo mossi, e per l’italiano medio non è poco..
    Concordo sulla deprimente campagna italiana: nessuno ha parlato di Europa, al di là degli slogan, e aggiungerei al di là delle candidature “impresentabili”, vuoi per guai giudiziari, vuoi per manifesta incapacità politica.
    Sulla Melandri, vedi ciò che ho appena scritto. Non mi concentrerei neanche sulla sua incoerenza, oramai.. :-)

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