Le 10 cose che un papa non dovrebbe mai dire

Per i lettori distratti, si fa presente che il post è ironico.

La cultura moderna, rigorosa nel suo procedere, credo stia
dimostrando che è giunto il momento anche per i cattolici di ammettere che
il Papa, pur nella sua indiscutibile autorità religiosa, dovrebbe
smetterla di affermare cose che ultimamente non hanno più alcun senso. Nell’era della
tecnologia e della scienza, dubitare delle certezze morali e di etica
raggiunte dall’uomo in ogni angolo del mondo, che lo rendono libero e
felice, è anacronistico. In particolare:

1.  Non avrai altro Dio fuori di me.
E’ chiaramente indifendibile. Le persone oramai hanno diritto a crearsi
dentro di sé un Dio personale, a propria immagine e somiglianza. Credere che ne esista uno di fuori che affermi sempre le stesse cose
da millenni è una posizione scomoda e sostanzialmente fuori dal tempo.

2. Non nominare il nome di Dio invano.
Difficilmente condivisibile. Lo stesso Papa lo deve nominare molte
volte! Le signore perbene poi dicono in continuazione “Mio Dio” quando
si incontrano, per rendere più brillante la conversazione, per
apprezzare il nuovo taglio di capelli o commentare le notizie di
cronaca. Ultimamente la Citroen ha provato a sdrammatizzare la
controversia con “Oh My Gold”, una C3 sponsorizzata da D&G,
ottenendo un buon successo di vendita.

3. Ricordati di santificare le feste.
In tempi di crisi, la festa del lavoro (che peraltro consente un bel
giorno di ferie pieno, per chi ce l’ha, un lavoro), e la festa della donna hanno la priorità. E
anche la festa del papà, della mamma, di S.Valentino, delle forze armate, della liberazione, etc.
hanno un alto valore simbolico. Natale invece è diventato così consumistico..e non parliamo della
Pasqua! Diciamo la verità, è così noioso andare a messa, che
sinceramente ricordarsene pure.. Se capita, forse..per far contento il
parroco. Come, ogni domenica, siamo matti?

4. Onora il padre e la madre.
Mio Dio (vedi punto 2), che significato hanno queste parole dentro di
me nel XXI secolo? Non deve certo dirmelo qualche papa che i miei mi
vogliono bene e che li devo sopportare (“onorare”?, ma in che anno
vivi?). Certo, rompono, è chiaro, ma qualche volta mi aiutano, mi danno
dei soldi, un tetto dove dormire, e cibo e acqua fino a che non muoio
(beh, alcune leggi forse cambieranno questo aspetto). Ultimamente Telecom e Tim han provato a sdrammatizzare il ruolo del padre che rompe o è stupido, con alcune pubblicità di sottile ironia, ottenendo un buon successo di vendita.

5. Non uccidere.
Senza dubbio inapplicabile nel moderno contesto in cui siamo portati a
vivere. Un tempo si uccideva per molto meno, mentre nella liberale
civiltà in cui viviamo, scevra da qualsiasi ideologia, l’uccisione è
limitata a pochi ed ben definiti casi che vengono reputati giusti da
consessi di persone logiche e razionali, dopo un ampio dibattito. No, i feti non possono partecipare al dibattito per ovvi motivi.
Dopodiché si procede ad uccidere liberi da pregiudizi e rimorsi di
sorta. Pazzi a parte che sparano nelle scuole o uccidono i genitori (vedi punto 4), beninteso.

6. Non commettere atti impuri.
Questa non sarebbe neanche da commentare. Il sesso come liberazione da qualsiasi
imposizione religiosa e morale, è una
conquista recente
alla quale è impensabile rinunciare. Sembra evidente che tutti possano
fare sesso con tutti al di là di
qualsiasi impegno (non parliamo di matrimonio) e che questo non
comporta alcuna conseguenza. Recenti scoperte dimostrano anzi che ciò
libera il proprio io
profondo facendo scoprire il vero amore, possibile solo cambiando partner con una certa frequenza. Solo un papa può credere
ancora
che certi problemi dell’uomo e dell’amore si
possano risolvere e scoprire nella fedeltà o nella castità: eresie da medioevo. E che un papa
si metta a dire le stesse cose che diceva un suo predecessore, o un
altro predecessore, o uno qualsiasi di quelli che l’hanno preceduto, è proprio incredibile. Ogni volta è una sorpresa!



7. Non rubare
Ma che c’è bisogno di un papa per ribadire un concetto così elementare?
Non abbiamo già la nostra etica che ci impedisce di cadere in
così basse tentazioni? I cattolici non lo ammetteranno mai, perché i
tanti manager che dirigono le banche e le società finanziarie sono
persone che fanno molto sesso. Non si è
trovata correlazione tra le due cose, è vero, ma è questione di tempo: viene quasi voglia di riproporre titoli tossici a tutti i cattolici che depositano i propri risparmi.

8. Non dire falsa testimonianza.
Questa tendenza del papa di insistere sulla verità, è a tratti fastidiosa, quando non impossibile da realizzare concretamente. Senza tacere del fatto che la vera ingenuità è proprio riferire tutto. Il rispetto umano è così importante che non c’è Dio che tenga, se si devono dire falsità sul prossimo bisogna farlo! E’ per il suo bene!

9. Non desiderare la donna d’altri.
Chi, quella gran gnocca della Ubalda? E chi è quello, il suo padrone? Certo che ce ne vuole per affermare queste sciocchezze da trogloditi. Se a me piace la donna o l’uomo di un mio amico o amica, le recenti teorie psicologiche dimostrano invece il contrario: va data voce al proprio inconscio e urlare finalmente in faccia al caro competitor che vogliamo fare sesso (vedi punto 6) con la sua bella. Magari lei ci sta. D’altronde c’è pure il proverbio di saggezza popolare: “in amore e in guerra tutto è permesso”. Saggissimo.

10. Non desiderare la roba d’altri.
Suvvia, se diciamo che chi si appropria indebitamente della proprietà altrui lo fa solo in nome di un esproprio popolare che trova le sue radici nella lotta di classe, ideologia che se ben compresa è sempreverde, come non possiamo riposizionare l’invidia e l’avidità come categorie superate dalle quali prendere le giuste distanze? Cercare di ottenere le cose che un altro ha a volte sembra sacrosanto. Magari di uno che ci sta sulle scatole.

(fonte)

Post Scriptum. Se il lettore non ha compreso l’ironia del post, non è colpa mia, o forse si.

Link consigliati

Ma per Benedetto la vera urgenza è la fede, di Vittorio Messori (23/09/09, Corriere della Sera)

12 pensieri su “Le 10 cose che un papa non dovrebbe mai dire

  1. Alessandro Nicotra

    Mi piace molto il taglio, la forma ed il contenuto di questa nota. Complimenti.
    Evidenzia proprio quello che non capiscono molti.

  2. Damiano

    mi piace! complimenti bella ironia!
    lo sai che sono un criticone :P
    e quindi non mi esimerò dal dire la mia anche questa volta.
    io non penso di essere uno di quelli che non capisce cosa un papa deve o non deve dire , anzi lo capisco benissimo.
    quello che il papa dice è proprio quello che il rappresentate di un istutizione come la chiesa non deve lasciare “non detto” come faceva a volte il suo “più furbo” predecessore.
    ma del resto io l’ho sempre asserito che la chiesa è un istirtuzione arcaica che non ha più senso di esistere in quanto tale, e questo indipendentemente da ciò che fà e dice questo papa, peraltro ricoprendo giustamente il suo ruolo.
    Damiano
    P.S.
    Luciano ti invito a leggere il mio “pensiero profondo n°3” su fb :)

  3. Luciano

    Vi ringrazio per i complimenti, specialmente Alessandro, fresco di “amicizia facebookiana”. :)
    Damiano: sento dire questa osservazione da molto tempo. E’ un pensiero comune, ma errato. Fu Gesù stesso ad istituire la chiesa, non è un invenzione del clero per esercitare il potere. I primi Vescovi erano gli Apostoli. Il discorso è lungo, ma semplificando molto potrei dire che la chiesa è necessaria, ed al servizio del popolo di Dio, almeno per questi elementi: la diffusione della Parola di Dio nel mondo, un orientamento e una spiegazione delle Scritture, che altrimenti sono ben lontane dall’essere comprese (ed applicate) da tutti e in tutte le sfumature (come si vede), il mantenimento della cosiddetta ortodossia, la continua rilettura del Vangelo e delle relazioni con le altre religioni, la sua applicazione nella storia, che è un settore in divenire.

  4. Rita

    Il post penso sia geniale perché attraverso una sapiente ironia traccia perfettamente i comportamenti nel mondo di oggi di una vita vissuta senza regole né coscienza morale…e la conseguenza è che le persone oggi non sono felici, non sono contente nonostante tutta questa libertà che anima e detta le scelte e le azioni individuali e che mette Dio in secondo piano.. .Anche io pensavo che le regole che dettava la Chiesa erano finalizzate unicamente ad individuare i buoni e i cattivi..i giusti e i peccatori…ma con il tempo ho capito che quella libertà che tanto difendevo,..io padrona di me stessa, non mi rendeva felice, non ero contenta…anzi sperimentavo sempre più il vuoto dentro di me…Le regole che la Chiesa ci indica, non sono imposizioni, forzature come il pensiero comune crede, e che se non segui allora diventi un peccatore da bandire, no anzi, sono semplicemente indicazioni, suggerimenti che la Madre Chiesa, dà per aiutare l’uomo a percorrere la strada che può condurlo alla pienezza di se stesso…Sono regole d’ amore, tracciati che indicano la strada che può condurre l’uomo all’amore vero ed alla gioia autentica per gustare pienamente la vita..così come Gesù stesso ci ha indicato..
    Ciò che il Papa dice, e che pochi ascoltano e leggono veramente, è dettato da un profondo desiderio di rendere l’uomo felice….e non di limitarne la libertà… è proprio nella sua libertà che l’uomo può scegliere ciò che è bene per lui…Oggi forse più che mai è opportuno non tappare la bocca del Papa ma ascoltarlo, cercare di capire le finalità dei suoi messaggi e viverli per scoprire poi quali grandi cambiamenti possono portare alle nostre vite…

  5. Damiano

    difficile esprimere in pieno il mio pensiero in un commento.
    ci provo…
    io credo che la chiesa non si sia arroccata ma semplicemente sia rimasta su posizioni che poco o niente hanno a che fare con la prola di Dio e ancor meno con la sua espressone che ci è più vicina cioè Gesù.
    Questa “rottura” si palesa in questo particolare momento storico semplicemente perchè prima non eisstevano le possibilità che la società oggi ci offre,senza entrare per il momento nel giudizio su queste possibilità.
    non sono dell’idea che la libertà debba essere sempre assoluta e penso anche che spesso questo modo di pensare porta a tutt’altro che alla felicità ma è altrettanto vero che se ci sono delle regole morali corrette sono porprio quelle che provengono da un messaggio di amore che si adatta alla vita di ognuno di noi e ne diventa parte e non al dogma che ,mi ripeterò, ma non ha nulla a che fare con questo messaggio che ,in teoria, dovrebbe rappresentare la missione ultima del messaggio di Dio.
    insomma quando parlo di istituzione aracica che non ha più senso di esistere così come è voglio essere provocatorio, del resto come tu stesso dici Gesù stesso ha istituito la chiesa ma non ne ha mai dettato le regole e niente impedisce a questa istituzione di essere ripensata per riappropiarsi davvero del suo ruolo nella nostra società.
    Damiano

  6. Luciano, bellissimo!!
    è il modo giusto per comunicare alcune verità in modo convincente e simpatico.
    Damiano, permettici di comprendere meglio il tuo pensiero, facendo esempi concreti.
    Cari saluti

  7. Damiano

    bè visto che lo abbiamo avuto sotto gli occhi parliamo del famigerato caso del preservativo.
    insomma siamo sinceri , dire che un mezzo in grado di proteggerci da una trmenda malattia sia non solo inutile ma anche dannoso è insensato.
    comprendo che sbandierare il preservativo come ultima soluzione ad un problea così complesso sia sbaglaito, c’è si bisogno di un educazione sessuale corretta, ma c’è anche bisogno dell’utilizzo del preservativo. nessuna soluzione come la castità porterà dei risultati decenti e bisogna prede atto della realtà delle cose.
    Damiano

  8. Damiano, l’errore di fondo è invertire il senso delle parole del papa (e della Chiesa, quando ragiona bene, cioè secondo le indicazioni del pontefice): se c’è una malattia conclamata, è ovvio che bisogna utilizzare il profilattico! Viceversa, non è l’utilizzo del profilattico che risolve il problema della malattia, ma anzi paradossalmente fa diminuire la percezione del rischio (e sappiamo che il condom ha una percentuale di rischio del 10%), ed è questo che diceva Benedetto.
    Il problema è che questo non lo trovi scritto (che sia un bene o un male, non sta a me giudicarlo)

  9. Damiano

    Luciano , ma che vai dicendo!
    il profilattico và usato comunque non solo quando si ha la malattia, le malattie da quando esiste la madicina moderna si prevengono!
    vedi qual’è il problema che pur di non ammettere che quella posizione è oggetivamente sbagliata dite bestialità!

  10. Primo, gradirei che mantenessi un tono garbato come finora sei riuscito a fare.
    Secondo, credo che nell’ossessione di affermare una tua idea non hai letto bene il mio commento, o non mi sono spiegato bene io.
    La Chiesa condanna l’uso del preservativo per i rapporti sessuali, ma questo nell’ambito delle coppie. Ovviamente fuori del matrimonio è perfino ridondante: è ovvio che ne è un sottoinsieme. L’insieme più grande che lo contiene è il valore della castità, e il matrimonio per i cattolici è un sacramento! Forse ti sfuggono le basi della fede cristiana. Il papa parla ai cristiani! Ma che cosa dovrebbe dire scusa??
    Quello, però, che ancor più sfugge – a te come a molte persone – e su cui c’è molta malafede e confusione, è che nessuno ti obbliga ad avere rapporti non protetti.
    Per capirci con una metafora terra terra che sia chiara anche ai duri di comprendonio :) (e per chiudere anche una volta per tutte questo aspetto del discorso) se tu vai da un prete e gli dici “voglio fare sesso con la mia ragazza/compagna/tipa”, lui non ti dice “si, ma mi raccomando non usare il preservativo!”, ti dirà “astieniti” ed ovviamente nella confidenza “certo, se proprio devi farlo, almeno usa il preservativo!”
    Il proposito che volevo sottolineare, e che ti è sfuggito, è che il richiamo del papa, pone l’accento proprio su questo aspetto, e cioè che l’uso del preservativo “non risolve il problema” ma paradossalmente lo accentua falsando la percezione del rischio e l’idea stessa di sesso. Mi sembra che non ci sia nulla da obiettare, altro che bestialità!

  11. Damiano

    Prima di tutto perdona i miei toni, mi scaldo per un tema sentito anche personalmente, non co che esperienza tu abbia al riguardo, io faccio il volontario in un associazione che tra le altre cose fà prevenzione e porta avanti un gruppo di autoaiuto per i sieropositivi ed i malati di aids, oltre ad essere un grande sostenitore della LILA.
    l’ossessione di affermare un idea non c’è, non sono uno di quelli che pensa che più si alza la voce e più si ha ragione…anzi.
    Detto questo, come ho già affermato in precedenza, capisco la necessità del papa di affermare certi principi, infatti è il principio che attacco non il papa in se.
    hai detto bene nessuno mi obbliga ad avere rapporti non protetti ma averli invece è una questione che dipende da un educazione sessuale ben fatta, oltretutto ti sbagli ritendo che il preservativo riduce l’idea del rischio tutt’altro, chi usa il preservativo è proprio perchè possiede questa percezione del rischio!
    la percentuale che hai nominato non capisco da dove esca, se ti riferisci,come probabile, alla percentuale che il preservativo si rompa durante il rapporto, questa percentuale si attesta attorno all’1% e si abbassa se ne viene fatto un uso corretto, anche questo uso è figlio di un informazione che le affermazioni del papa oggettivamente (anche se non con questa intenzione) ostacolano.
    concludendo non si può dire che il preservativo sia dannoso, se poi si vuole sottolineare l’iportanza dell’astinenza prima del matrimonio non si fà certo dicendo che il preservativo è dannoso , non trovi?
    se si parla di castità non c’è bisogno di fare o no dischiarazioni sul preservativo.
    il preservativo è il miglior modo per fare prevenzione!
    se invece di fare questo tipo di affermazioni il papa facesse affermazioni solo sulla castità prima del matrimonio invece di ostacolarci a vicenda salveremmo molte più persone collaborando.
    Damiano

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