Faccialibro!

Dopo varie richieste da parte di amici, conoscenti o addirittura familiari, visto il successo che la miniguida sui blog pare abbia riscosso, ho deciso di accettare a scrivere questa miniguida su Facebook. Buona lettura :)
Come si apre (e si gestisce) un account su Facebook in 10 semplici…domande
Premessa (indispensabile)
Oramai Facebook si avvia ad entrare nel novero di quelle cose di cui si dice: “Come avevamo fatto senza?”. D’altronde, ha raggiunto 120 milioni di iscritti superato i 200 milioni di iscritti, ed è il primo e più importante social network nel mondo.
Va da sé che se state leggendo queste pagine è perché dopo innumerevoli inviti da parte di amici, conoscenti o familiari avete deciso di iscrivervi, oppure siete già iscritti e state cercando di capire come sopravvivere!
Questa miniguida è dedicata ai primi. Ma anche se siete nel tunnel, buona lettura: comunque non si può dire che non vi avevo preavvisato, in qualche modo! ;)
Dunque cos’è questo famoso “Facebook“? Anche se personalmente credo sappiate già tutti di cosa si parla, c’è sicuramente una parte di curiosità, e forse di scetticismo nell’avviare e gestire un account su Facebook. Probabilmente, infatti, da un lato avrete letto su qualche giornale o sentito in giro, che in Facebook vi partecipa solo gente con problemi psicologici, persone sole, 40enni spiantati, che è come una droga, che vi impedirà di lavorare e di vivere. Dall’altro lato, viceversa, che è come un luogo incredibile dove si incontrano e si conoscono persone di tutti i generi ed interessi, si fanno amicizie interessanti, si intrecciano relazioni e collegamenti altrimenti impossibili, e così via in un crescendo entusiastico.
Insomma, a seconda del partito e del contesto da cui avete avuto informazioni, è possibile che a proposito di Facebook ancora non avete le idee chiare.
Inutile dire che in rete è possibile trovare contributi, documenti, post ed articoli molto completi ed esaustivi sull’argomento (troverete come sempre un insieme di link di approfondimento nell’Appendice a questa guida), sia dal punto di vista tecnico sia sociale.
La verità, come avrete intuito, sta forse nel mezzo e l’idea di questa miniguida è di aiutare a muoversi con un po’ di consapevolezza in questo strumento.
Ancora premessa: di cosa parliamo, quando parliamo di Facebook?
Facebook nasce nel 2004, come servizio online, da un’idea di due studenti americani, per consentire ai compagni di scuola di ritrovare i propri amici online (la traduzione di facebook, in inglese, è simile ad Album di foto, o Album di scuola). Nel tempo, il successo di Facebook è cresciuto ed il suo scopo originario si è esteso, andando ben oltre l’iniziale obiettivo di mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo: è diventato un network sociale di persone, gruppi, associazioni sparse in ogni dove. Negli ultimi mesi, dopo che è stato tradotto in molte lingue tra cui l’italiano, anche da noi è cresciuto in modo esponenziale.
Al pari di altri social network, Facebook si può vedere come la metafora di una piazza virtuale. Dal punto di vista schematico, adotta una tipologia di collegamento prevalentemente orizzontale, dove i tipi di relazione possibile sono sostanzialmente due, amici oppure no. A differenza degli altri social network, però, ed è questo il principale motivo della sua popolarità, tende (o tenderebbe) ad avere registrate le figure “reali” dei propri utenti, sia per il suo obiettivo intrinseco – farsi trovare – sia per la politica perseguita dal sito stesso. In altri termini, creare account “fittizi” non porta generalmente ad un reale vantaggio su Facebook, anche se il sistema permette comunque una certa libertà di scelta. Per un utilizzo anonimo, magari con un classico nickname, è meglio sfruttare altri social network che sono concepiti per ospitare identità di fantasia.
Facebook, dunque, basa il suo successo primario su una promessa di “serietà”: se si è lì con il proprio nome e cognome e con i propri dati reali, viene introdotto un fattore di fiducia implicito. Inoltre, il sito stesso è contraddistinto da un’interfaccia gradevole e rassicurante, ordinata e disegnata per consentire uno scambio di informazioni interattivo ed efficiente. Gli autori di Facebook, saggiamente, hanno poi evitato il grado di personalizzazione spinta dei network come Myspace, sito che spesso finisce col diventare un’accozzaglia di immagini, video, colori, e pagine rese di fatto illeggibili, ma hanno, invece, mantenuto l’interfaccia all’interno di un certo ordine formale. Ed hanno, anche su incoraggiamento dei vari Governi europei e non solo, accresciuto il livello di privacy dei profili presenti.
Tutto questo ha contribuito al successo trasversale di Facebook, anche tra persone che hanno un conoscenza della rete non particolarmente alta. Ormai una cosa è certa: su Facebook ci stanno andando [quasi] tutti. Ci si possono incontrare amici più o meno lontani, parenti, compagni di scuola, colleghi di lavoro, vicini di condominio, e poi attori, politici, sportivi, figure note e meno note del panorama mondiale, etc.
Nozioni fondamentali
Come abbiamo detto, questo strumento basa la potenzialità per creare relazioni nell’utilizzo del nome e cognome reale degli iscritti. A motivo di ciò avremo due cose da tenere a mente: la prima è che stringere “amicizia” in modo semplice ed aperto con altre persone è immediato. Contemporaneamente, dovremo ricordarci che siamo lì con i nostri dati e la nostra rete di amicizie sarà pubblica, e che quindi c’è un po’ di privacy da gestire e di bon-ton da seguire.
Il sistema registra un profilo personale contenente dati, luoghi, foto e quant’altro di personale ognuno ritenga di voler pubblicare. Come impostazioni predefinite, che comunque vanno sempre verificate (alcune cose potrebbero cambiare nel corso del tempo), il profilo non è visibile ad altre persone a meno che non le aggiungiate come amici. Non vi sono livelli diversi di amicizia, però la scelta tra cosa lasciar vedere agli amici e cosa no si gioca sulla differenza tra Profilo normale, pubblico, Profilo limitato (se esistente) o Liste di amici create da voi. Se volete che un amico veda solo una parte del vostro profilo, aggiungetelo nel Profilo limitato o alla Lista che chiamerete per esempio “Conoscenti”. Per decidere cosa deve essere visto o meno sul Profilo ristretto o sulla lista di Conoscenti, utilizzate le Impostazioni sulla privacy (da “Impostazioni” nel menu alto).
Un’altra cosa da ricordare è che, anche se sembra esserci completa anarchia, tutto è tenuto attentamente sott’occhio dallo staff e da meccanismi automatici che verificano l’utilizzo dei vari strumenti di contatto. Comportamenti ritenuti scorretti o contrari alla netiquette potrebbero ricadere in una policy sanzionatoria che può andare dal richiamo formale fino alla cancellazione del profilo. Questo perché, nonostante tutto, in Facebook tengono molto al concetto di rispetto nelle relazioni, probabilmente anche per evitare problemi e polemiche che possono ledere la reputazione di “network di fiducia” che abbiamo detto poco fa.
Aprire l’account
E’ molto semplice aprire un account, non ci vogliono in genere più di 10 minuti. Ma fate già attenzione al primo passaggio, e non correte a creare un profilo prima di aver finito di leggere questa piccola guida. D’altronde non c’è pericolo che qualcuno rubi la vostra identità: su Facebook non esistono le directory di nomi e pseudonimi univoci, e quindi non c’è il pericolo che venga “occupato” un vostro nome una volte e per sempre.
Addendum: Dal 13 Giugno 2009 al sistema di identificazione numerico Facebook ha associato, per chi era già registrato alla data del 9 Giugno, l’assegnazione di nomi utente univoci: ad esempio http://www.facebook.com/asdrubalmario. Per le future iscrizioni lo stesso team di Facebook non ha ancora comunicato la tempistica.

L’identificativo del profilo è numerico (o, come appena detto, anche alfabetico), e le eventuali omonimie sono risolte tramite l’identificazione degli amici comuni, dalla foto, o per e-mail, oppure attraverso eventuali elementi utili a riconoscere le persone che si stanno cercando, non ultima la possibilità di contattarle direttamente.
Fin dalla prima interfaccia, dunque, il mio consiglio è di immettete il vostro nome e cognome reali. Questo anche perché se lo vorrete cambiare dopo potrebbe essere un po’ macchinoso o non immediato: il servizio clienti può effettuare, infatti, delle verifiche nei casi dubbi. In effetti, fino a questo punto non c’è ancora nessun problema reale per la nostra privacy perché stiamo solo creando un profilo con nome e cognome e forse la data di nascita, un e-mail o poco più.
Se ci soffermiamo un momento è solo per la dicitura che appare all’atto della creazione del profilo: “Stai per creare un Account personale. Se sei qui per rappresentare la tua band, i tuoi affari o prodotti dovresti prima creare una pagina Facebook.” Questo ci consente di accennare al fatto che su Facebook è possibile creare pagine relative non a profili privati ma a profili pubblici, per gruppi, prodotti, servizi, eccetera: una sorta di minisito completo di tutti i riferimenti relazionali su Facebook.
Torniamo alla creazione del nostro account personale: una volta inserita l’e-mail e gli altri dati richiesti, che potremo modificare o proteggere anche in seguito, si accede al profilo pubblico, che sarà dotato di un indirizzo Internet (URL) proprio.


Ed ora le 10 domande…non scordatevi l’Appendice

1) Perché devo aprire un account su Facebook? La risposta è semplice e complicata insieme: per comunicare. Per dire qualcosa di sé stessi. Per incontrare amici vecchi e nuovi, senz’altro: per questo è nato e in questa sua funzione non ha rivali. Per farsi i fatti degli altri, certo anche. Per mostrare, magari con un po’ di vanità, quanti (o quali) amici si hanno, o quanto si è fatto carriera, o per pubblicare con orgoglio le foto dei propri piccoli, o dei nostri viaggi, per mantenere un legame con amici lontani, o perché no? con vecchi amori, e poi per entrare in contatto con parenti sparsi per il mondo, o con quelli che hanno il nostro stesso cognome, o per creare gruppi di interessi comuni, o di goliardate, o chissà quante altre cose…
L’esigenza fondamentale, dunque, è quella di intrecciare un filo invisibile fatto di relazioni non solo virtuali, ma basate sulla vita reale di persone con un volto, una storia, ed un contesto. Questo non significa che ciò che è pubblicato su Facebook corrisponde esattamente alla vita di queste persone, perché ovviamente ne è solo una proiezione: non vediamo le espressioni dei volti, non sentiamo la loro voce quando esprimono quelle emozioni, mentre le relazioni, lo sappiamo, sono un qualcosa che può esprimersi compiutamente solo dal vivo. Eppure quella di Facebook ne è in qualche modo una rappresentazione realistica che consente di entrare in contatto per scambiarsi tracce emotive, commenti, pareri e pensieri in un microcosmo che ricalca, ampliandolo, il nostro vero mondo, e lo rende più finemente interconnesso con legami, e combinazioni, altrimenti difficili da realizzare.
2) E’ una delle solite mode di Internet? Premesso che ogni volta che sento dire che qualcosa che ha successo su Internet “è una moda” mi chiedo se non la si stia temendo perché nuova. La risposta a questa domanda è: “dipende”. Ho sostenuto da quando sono nati i blog, ad esempio, che non erano solo una moda e che non lo sarebbero diventati, e questo non per un entusiasmo per tutto ciò che è telematico, o non solo, bensì perché i blog rispondono ad un’esigenza di comunicazione effettiva, ad esempio la diaristica e l’informazione online, consentendo il crearsi di strutture dinamiche di relazioni e contenuti che solo Internet può realizzare al meglio.
In teoria, lo stesso si potrebbe dire di Facebook, e di fatto se vogliamo è già così, se non fosse per un particolare: Facebook è un prodotto, e non un “nuovo oggetto” nel contesto telematico. In altri termini è sì uno strumento innovativo, di successo, ed utilizzato da sempre più persone, ma è pur sempre di proprietà di qualcuno. Dunque ciò che è realmente interessante è il paradigma introdotto da Facebook, che è infatti quello che ha avuto seguito. Ed alla domanda se sarà sempre Facebook o verrà replicato da qualcun altro, oppure sarà sostituito da un altro prodotto, beh solo il tempo, e le leggi del mercato e di Internet potranno dirlo. Di sicuro, comunque, non è una “moda” se la intendiamo come modalità di utilizzo, mentre potrebbe esserlo se la intendiamo come sito Web in sè.
3) Tutti sapranno tutto di me? No, se non pubblicate nulla che non vorreste dire in pubblico. La domanda potrebbe essere riformulata così: quanto di voi stessi e delle vostre vite siete disposti a concedere alla voglia di curiosità dei vostri amici (più o meno stretti), in cambio dell’opportunità di un complesso scambio di dati e informazioni con la vostra rete di conoscenze? La risposta è sempre la stessa: siete voi a decidere cosa pubblicare. In effetti, tutto quello che è visibile su Facebook, dalla nota scritta di getto, al post di un blog, a un pensiero, alla foto di un pomeriggio passato in compagnia, è una scelta di condivisione che fate voi con quelle amicizie di Facebook. Se non volete che questi sappiano cosa state pensando in un dato momento, beh, è forse il caso che quella nota o quel pensiero semplicemente li teniate per voi.
Vale la pena anche osservare un altro aspetto di Facebook: in qualche modo, riflette il vostro stile di vita. Proprio perché Facebook rappresenta una proiezione delle vostre attività attraverso strumenti telematici, invia un’informazione precisa su quali sono i vostri gusti, le vostre preferenze, magari i vostri spostamenti. Se amate una vita molto mondana, probabilmente questo trasparirà da Facebook, e viceversa.
4) Su Facebook tutti leggono e vedono tutto di tutti? Questa domanda, apparentemente simile alla precedente, ha un valore un po’ diverso: nel senso, a parte un amico che legge un altro amico e viceversa (relazione diretta 1 a 1), può un amico leggere anche le cose dei contatti di un altro amico, ciò che scrivono e viceversa, senza che io sia in relazione diretta con lui? In altre parole, è possibile poter scegliere chi rendere partecipe delle proprie cose online?
In questo ambito, Facebook può riservare delle sorprese, perché le relazioni create dal sistema possono rispondere a dei criteri di valutazione diversi da quelli che ci aspetteremmo. Si sa, ognuno ha un concetto diverso e personale di riservatezza.
Per capire uno dei possibili effetti più o meno collaterali di Facebook sulle relazioni che si creano, facciamo un esempio: immaginiamo che io sia diventato amico di un’ipotetica persona che chiameremo Pippo (il famoso nome che in informatica viene scelto per qualsiasi cosa!). Pippo ha un amico di nome Pluto, che però non è mio amico. Da quando io sono amico di Pippo, però, sto vedendo anche tutto quello che succede sulla pagina di Pluto. Non solo, da quando sono su Facebook io sto anche vedendo tutto quello che accade da Paperino, e nè io né Pippo siamo amici con lui!
Il concetto di base è che si perde una piccola parte del controllo completo di quello che accade intorno a noi nel momento in cui si accetta una persona come amica. In effetti, però questo non avviene sempre: in Facebook, infatti, ci sono delle impostazioni sui diversi aspetti legati alle relazioni che sono gestibili con una granularità piuttosto fine.
Nel nostro esempio, io posso vedere la bacheca o le foto di Pluto, anche senza essere suo amico per due motivi:
a) perchè sono amico di Pippo
b) perchè Pluto ha deciso nelle impostazioni che gli amici dei suoi amici possono vedere tutto di lui.
Nel caso di Paperino, invece, lui stesso ha deciso di rendere pubblico il proprio profilo indipendentemente dal fatto che si sia amici o meno, diretti o aggiunti da qualcun altro. Sia che io conosca Paperino o meno, posso leggere quello che ha scritto sul suo profilo. Ora, se aggiungo Paperino come amico, e lui mi accetta, potrò notare anche un’altra cosa: è possibile che adesso veda più informazioni di lui, posso magari accedere alle foto che prima non vedevo, conoscere i suoi gusti musicali, o magari posso scrivere sulla sua bacheca, etc. Anche questo rientra nella regolazione delle impostazioni di privacy.

5) Ma quali sono gli amici? Se siete degli habitué di Internet, è molto probabile che i primi amici che aggiungerete nella vostra rete di relazioni sono proprio quelli che conoscete online. Ad esempio è quello che è accaduto a me, che ho molti amici “telematici”, la maggior parte dei quali, tuttavia, non ho mai incontrato di persona. Probabilmente, la rete di amicizie più naturale che si crea inizialmente su Facebook, invece, è relativa alle persone che già conosciamo nella vita “reale”: dunque gli amici con cui siamo più spesso in contatto, i colleghi di lavoro, e poi i familiari, i compagni di scuola, il gruppo con cui si esce la sera, insomma quella stessa rete di relazioni reali, che viene introdotta all’interno del social network e promuove nuovi collegamenti ed interazioni.
Qui mi permetto di dare un suggerimento pratico legato alla sicurezza ed un accorgimento per mantenere la propria riservatezza e…buone relazioni con tutti. Su Facebook, ve ne sarete forse già accorti, vi sono le applicazioni ovvero programmi sviluppati da terze parti che consentono di partecipare a giochi online, di fruire di servizi, integrare altri servizi esterni, supportare gruppi, cause, organizzazioni, condividere foto, e tanto altro ancora. Per fare questo, però, le applicazioni accedono al vostro profilo (tramite un permesso preventivo da voi accordato) e poiché si tratta di programmi “sociali”, quando un utente compie un’azione in una di queste applicazioni, essa diventa immediatamente sociale e si diffonde in maniera virale, grazie ai meccanismi di Facebook. Dunque fate attenzione, prima di accettare, inviare od inoltrare inviti di applicazioni di terze parti, anche se vi provengono da amici. E’ un po’ come quando ricevete le catene di S.Antonio: provengono da persone in buona fede, ma che non conoscono bene Internet (e il servizio Antibufala…).
Secondo suggerimento: tra le tante applicazioni disponibili, vi è una chiamata Top friends, che, come dice il nome, consente di selezionare gli amici che per voi sono quelli più importanti. A questa applicazione, ed alle altre simili che offrono o offriranno un servizio di questo tipo, bisogna porre attenzione: questa selezione, infatti, che da una parte sembra innocua, consente di sapere chi è vostro “vero amico” tra quelli che sono elencati nel profilo, e d’altronde anche tra i vostri amici introduce una disparità che forse…non è sempre ben accetta! Attenzione quindi a non creare dissapori per futili motivi.
Per finire, vi è poi una terza categoria di potenziali amici: quelli suggeriti da Facebook stesso. In effetti, il sistema propone continuamente persone che “potreste conoscere”, basandosi su un algoritmo che tiene conto delle relazioni create tra i vostri amici, sugli interessi comuni, sui gruppi cui si appartiene, e via dicendo.
Decisamente, insomma, non si finisce mai di aggiungere amici! E qui veniamo ad un altro punto nodale di Facebook: accettare o meno le richieste di amicizie.
6) Non so se aggiungere un amico, o ignorarlo! Se è vero che Facebook può essere visto come una sorta di generale “farsi i fatti degli altri” è anche vero che la parola d’ordine potrebbe anche essere serendipity, il termine inglese che esprime la possibilità di scoprire cose nuove ed interessanti in modi casuali. Anche in ciò gioca un ruolo fondamentale la regolazione delle nostre impostazioni di privacy, come abbiamo più volte detto, in particolare nei riguardi di chi ci legge senza conoscerci.
Nell’aggiornare il nostro mondo di relazioni virtuali, dovremmo usare qualche accortezza: una volta rispettate le consuetudini di educazione e di correttezza che sono le stesse in ogni ambiente, virtuale o meno, sta nella sensibilità di ognuno decidere di volta in volta se accettare o meno le richieste di amicizia che arrivano, e in caso di rifiuto, come farlo. Qualche particolare di come funziona il sistema in questo contesto potrà essere utile: quando si decide di “ignorare” una richiesta di amicizia, a chi l’ha effettuata non sarà permesso rifarla per un certo periodo di tempo, e in questo lasso la richiesta risulterà comunque inoltrata. Dunque, se voi tenete aggiornato il vostro spazio su Facebook, magari cambiando lo stato, o mettendo nuove foto (se visibili), potrà risultare chiaro a chi ne avrà fatto richiesta, che voi avete ignorato la richiesta d’amicizia. D’altronde, è anche poco consigliabile motivare il rifiuto con qualcosa tipo “su Facebook aggiungo solo amicizie personali”, se poi non è vero. Le bugie hanno sempre le gambe corte, anche online. Come abbiamo detto, le amicizie appaiono nel vostro profilo (se sono visibili a tutti, che è il valore predefinito) e comunque appariranno nella rete di amicizie comuni. Se sbirciando tra queste, tra gli amici ci sono colleghi di lavoro, ad esempio, o altri tipi di relazioni molto lontane, sarebbe evidente che il motivo del rifiuto era un altro. In questi casi, dunque, suggerisco sempre una diplomatica franchezza, o anche di accettare un’amicizia dubbia lasciandola sotto il profilo limitato.
Di contro, nel caso in cui decidiate di rescindere un’amicizia sottoscritta tempo prima, il sistema non inoltrerà una “informativa” al malcapitato, ma questi se ne accorgerà nel momento in cui andrà a vedere il vostro profilo, e si accorgerà che non risulta più tra gli amici perché vedrà solo la vostra foto del profilo, gli amici, e poco altro (a seconda delle impostazioni della privacy e/o del profilo limitato).
A questo riguardo, vale la pena anche ricordare che raggiunto il limite di 5000 amici, non se ne potranno aggiungere altri, e andrà richiesta l’apertura di un diverso profilo: la figura pubblica. Siete famosi!
7) La foto. E’ semplice: prendete la foto in cui siete venuti meglio che avete. Mettete quella. Qualsiasi altra scelta è un errore. Poi mi ringrazierete…
8) Facebook è alternativo ad altri social network?. Attualmente vanno per la maggiore Twitter, Friendfeed, il citato Myspace, e molti altri. Beh, Facebook non ha la stessa apertura verso l’ambito musicale di MySpace, non ha, ad esempio, lo stile e lo schema orientato all’ambito professionale che ha LinkedIn, e non ha le possibilità di personalizzazione di un altro servizio professionale come Xing (ex Neurona)… Ma va detto che Facebook non sembra essere alternativo a questi solo perché in questo momento non offre determinati tipo di funzionalità. Anzi, proprio per la possibilità che offre di essere esteso grazie ad applicazioni terze, potrebbe facilmente accorpare funzionalità aggiuntive che andrebbero ad arricchire il già valido carnet di strumenti di integrazione, e di erodere il potenziale di altri social network simili.
9) Ma, alla fine, perché dovrei preferire Facebook rispetto ad altri network? Dipende da cosa si cerca, e da quale approccio si ha nella vita online. Su Facebook, oramai, si riesce a sapere di una persona più di quanto magari frequentazioni online, blog e ogni altro strumento online ci consentirebbero di conoscere, e questo può essere un motivo valido. Se, tuttavia, il fine è di collaborazione professionale, Facebook non è il più indicato e sono consigliabili invece social network come il già citato Linkedin, Xing, o altri. Se il fine è solo vouyeristico, beh temo che alla fine Facebook finisca solo per stancare: in fondo, non c’è niente di interessante a sapere delle vite degli altri se ci limitiamo a stare alla finestra a guardarle. Una rete di relazioni – anche virtuale – ha un senso se interagiamo con essa, se ci mostriamo per come siamo, e se lasciamo la nostra traccia, magari semplicemente con una “buonanotte” scritta sulla bacheca di una persona che ci interessa, benché magari l’abbiamo aggiunta come amica mezz’ora prima e sappiamo poco di lei! Ma state sicuri, che quel “buonanotte” farà piacere.
10) Ok, bello. Penso di averne capito un po’. Ma preferisco le frequentazioni canoniche. Si può essere pienamente d’accordo anche con questo punto di vista, d’altronde non si vede realmente una persona, e questo comporta sicuramente un difetto di visione, un gap relazionale che è impossibile da colmare. E’ un po’ come se ascoltassimo una canzone su un canale limitato come quello telefonico: il messaggio può arrivare molto distorto. Ma, a parte che questo problema è comune a tutte le attività telematiche, dall’email, nella quale non si riesce mai a capire lo stato d’animo di chi scrive (che può essere molto diverso da quello recepito), alle chat, ai post, e così via, è anche un problema geografico: se si sta a centinaia di chilometri di distanza, quanti modi si hanno di entrare in contatto con persone che altrimenti non si potrebbero neanche conoscere…? La comunicazione online, inquadrata ovviamente nel contesto giusto ed usata in modo opportuno, offre veramente opportunità incredibili. Rimanerne fuori per scelta preclude queste opportunità e dà l’alibi per formarsi opinioni sbagliate. In qualche modo, i social network come Facebook sono strumenti che consentono un ulteriore passo avanti nella comunicazione sulla rete che sempre più unisce vaste parti del globo, e dunque nella conoscenza ed in fondo, nelle occasioni di incontro.
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Note

Il post verrà poi pubblicato su http://www.faccialibro.nethttp://www.faccialibro.eu
–>

Appendice

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Facebook e il problema della non riferibilità (lucianogiustini.org, 03/02/09)

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3 pensieri su “Faccialibro!

  1. Dieci anni di blog

    In questo periodo, il blog compie 10 anni: era infatti metà 2002 quando iniziavo a scribacchiare sul sito :-).  Cosa è cambiato in questo tempo così lungo (telematicamente, ma anche umanamente)? Moltissime cose, e in questo post vorrei provare a…

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