Ambasciatori russi

Abito abbastanza vicino alla residenza dell’ambasciatore russo (cosiddetta Villa Abamelek, sull’Aurelia Antica). Da qualche giorno, per la prima volta da quando ci siamo trasferiti in questa zona (quindi da circa 25 anni) non ho visto più i soliti due (più uno nei transiti, tre) carabinieri fissi davanti all’ingresso.
Al loro posto, due soldati dell’esercito, mitragliatore in mano, ed un Defender parcheggiato vicino all’ingresso, con le colorazioni mimetiche. E, ovviamente, non sono solo qua ma come molti romani (quei pochi rimasti in città) si saranno accorti, in altri posti quali ambasciate, luoghi sensibili, etc.
Mi sembra un’ottima soluzione, quella adottata dal governo, di aggiungere e sostituire alcune unità delle forze di polizia con quelle dell’esercito in questi particolare compiti.
Se non sbaglio, infatti, vengono pagati entrambi (non sono certo militari di leva, che svolgono questo servizio, anche perché non ne avrebbero titolo, oltre a non esistere più). Solo che i carabinieri che prima erano costretti a stare ore ed ore fermi davanti ad un cancello in una strada in cui sfrecciano solo auto di passaggio, ora possono svolgere il servizio di polizia o di controllo del territorio, ben più utile, mentre i militi dell’esercito, che magari stavano in caserma possono essere dislocati in modo più efficiente.
Posso sbagliarmi, ma l’idea di affrontare alcuni problemi in modo concreto mi sembra nuova nello schieramento politico. L’uso dell’esercito non è certo una novità, ma questa volta è usato in modo più intelligente, mi sembra. Le critiche che si sono sollevate, per me, poi, contengono un equivoco di fondo. D’altronde, mi sembra che sul lato sicurezza il governo Berlusconi non stia prendendo le cantonate degli anni scorsi.
Come molti sanno (ma forse non tutti), l’attività di pattugliamento e di controllo svolta dall’esercito sul territorio ha uno scopo ed un nome preciso: si chiama deterrente. Il deterrente serve a scongiurare l’accadimento di fatti più gravi, e dunque la loro presenza contribuisce a ridurre l’attività criminosa, non tanto (o solo) a rassicurare le vecchiette.
Va da sé che questo genere di attività non venga accettata volentieri da chi ama fare il comodo suo e non gradisce controlli, però credo che ognuno può trarre benefici notevoli da un servizio di controllo neutrale come quello dei militari dell’esercito, rispetto ad altri corpi. Chiaramente questo non risolve tutte le problematiche, però è una precisa operazione che trova conforto nella teoria oltre che nella pratica, non un atto per mostrare i muscoli.
Sulle problematiche romane, per ora continuo a tenere sott’occhio Alemanno – come molti, cercando di capire se vi siano derive fasciste. Mi sembra proprio che non vi sia alcun pericolo. Aver differenziato le tariffe dei parcheggi a pagamento del Centro rispetto alla periferia non credo che si possa considerare un grave attacco alla democrazia :)
Famiglia Cristiana, il famoso giornale di sinistra dei cattolici* (scherzo…) continua a tacciare il governo di una sorta di restaurazione ventennica, ma credo che sia fuori strada. Il direttore è rimasto male sulla storia delle impronte digitali ai [bambini] rom. Soffermarsi su un singolo provvedimento non ha senso. Il problema dei rom va affrontato, e da qualche parte bisogna cominciare. Per me, le prenderei a tutti, senza distinzione, come si fa in molti altri paesi europei e non europei, ma non è questo il punto. O si prende in carico il destino di queste persone o le si abbandona, come aveva fatto il precedente governo. Questa “severità” serve, in fondo, a tutti. L’italiano, che notoriamente è un tipo di persona che in mancanza di “severità” tende progressivamente a fare sempre più il comodo suo, viene spesso mosso a migliori intenzioni quando percepisce un minore lassismo o buonismo, o un giro di vite vero e proprio (basta vedere gli effetti della patente a punti, perlomeno nei primi anni). E dunque ha un effetto enorme sia sugli italiani, e sia soprattutto sugli stranieri che ne osservano i riti e le abitudini, l’opera di un governo che associa ad un’azione legislativa una reale e concreta opera che si riverbera nella vita di tutti i giorni. Fermo restando che questa opera deve inquadrarsi nel ripristino della legalità e dell’ordine pubblico, temi spesso dimenticati da tutti, italiani compresi.
Per quanto poi riguarda i russi, beh, c’è poco da dire. Putin può prendere in giro forse qualche presidente italiano, o francese, ma i fatti rimangono i soliti noti purtroppo, sotto mentite spoglie, con in più l’aggravante di un sistema oliato (è proprio il caso di dirlo, visto che al centro di questa guerra “olimpica” c’è anche e soprattutto un oleodotto), di bugie (il mio fraterno amico e storico di fiducia, l’altra sera mi raccontava che sono stati dati passaporti russi a pioggia, agli Osseti del Sud negli anni scorsi, e poi dire ora “Ecco attaccano la popolazione russa!” fa un po’ sorridere) e di cronache raccontate in modo contrario alla realtà. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Intanto, le popolazioni civili continuano a morire, vittime sempre più numerose ed innocenti di queste azioni “militari”.


* Aggiornamento del 14/08/08: Padre Lombardi (gesuita), il direttore della sala stampa vaticana, ha dichiarato che la testata non rappresenta né il punto di vista del Vaticano nè della Cei. Mi sembra giusto ribadirlo.