Charles Bukowski, una selezione personale

Bukowski

  1. Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto.
  2. Accavallò le gambe e si tirò su la gonna. Si può andare in paradiso anche prima di morire.
  3. Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.
  4. Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella.
  5. Credo che non viaggero’ mai piu’. Viaggiare non e’ altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre piu’ che a sufficienza dove sei.
  6. Non ho mai trovato un vero amico. Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”, me ne bastava una che non fosse un incubo (Da “Il capitano e’ fuori a pranzo”).
  7. Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quello che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, nè bocca, nè calore umano, nè spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.
  8. La differenza fra democrazia e dittatura e’ che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini, in una dittatura non devi perder tempo a votare.
  9. “Ospedali, galere e puttane : sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore”.
  10. Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.
  11. L’individuo equilibrato è un pazzo.
  12. Non mi fido molto delle statistiche, perchè un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
  13. Perché bevo? Perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio.
  14. Mi guardai intorno. Non c’era nessuna donna li’ in quel caffè. Ripiegai sulla cosa che sta al secondo posto in graduatoria: sollevai il mio bicchiere e lo scolai.
  15. Detesto i prati perché tutti hanno un prato con l’erba e, quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri.
  16. Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.
  17. La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.
  18. “Hai una faccia interessante – disse Diana. – Cosa fai?”. “Niente”. “Proprio il tipo d’uomo che preferisco”.
  19. Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi mi dico che sono un uomo fortunato.
  20. Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
  21. Le feci tener su le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, ed io ho un termine specifico per gli psichiatri.
  22. Lo stile è uno strumento utile per dire quello che hai da dire, ma quando non hai più niente da dire lo stile è un cazzo moscio di fronte alla mirabilissima fica dell’universo.
  23. Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
  24. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso.
  25. “Ho bisogno di qualcosa da bere”. “Tutti ne hanno bisogno solo che non lo sanno”.
  26. Se mai dovessi parlare di amore e di stelle… uccidetemi.
  27. Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.
  28. Presi la bottiglia ed andai in camera mia. Mi spogliai tenni le mutande ed andai a letto: era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scultura, composizione, direzione d’orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d’azzardo, alcool, ozio, gelato allo yoghurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. era bello avere una scelta: Io l’avevo fatta da un pezzo la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano i fatti loro.

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