Ciclo Otto siempre

In un breve quanto interessante (per il mio punto di vista) articoletto, Quattroruote.it si chiede se il diesel conviene ancora, emergendo che oramai le motorizzazioni di questo tipo non convengono quasi più.
Ma lo sono mai state? Per uno come me, fedele alle auto a benzina da sempre (non ho mai comprato nè guidato un diesel, nè ho intenzione di farlo), è una piccola rivincita di fronte alle orde di personaggi che decantano le berline a nafta da anni e anni..
Non tanto perché sapevo, come avrebbe saputo chiunque se si fosse informato meglio, che il prezzo del gasolio sarebbe cresciuto fino quasi a farlo equiparare a quello della benzina – perchè quello era il piano “segreto” (di pulcinella) dei petrolieri: invitare a comprare diesel perché faceva figo e costava meno il gasolio, per poi, adesso che ce l’hanno la metà degli automoblisti, aumentarlo enormemente e farlo arrivare a costare come la benzina.
No, per il fatto che il diesel ha sì un gran pregio – è più efficiente del motore a ciclo Otto di un buon 10% – ma ha molti difetti ineludibili: è intimamente inquinante e tendenzialmente molto più delicato di un benzina, è poco propenso agli sbalzi di temperatura, ha bisogno di più cure e manutenzione, il gasolio, alle basse temperature, va addizionato sennò gela, per accendere un motore diesel c’è bisogno di batterie ben più potenti per via delle alte compressioni che raggiunge, etc etc.
La cosa più attuale, comunque, è che il diesel per renderlo “ecologico” è sempre più complicato (per via soprattutto del particolato, anche se non solo). Non è una novità: girando nel traffico cittadino si vede bene che ogni diesel emette una nuvoletta nera dallo scarico quando cambia regime, anche se è nuovo di zecca. Si è creduto per tanto tempo che si sarebbe imbrigliato il fumo nero dei diesel con soluzioni tecniche innovative, ma ora si scopre, come era prevedile che non solo introduce molta più complicazione del previsto, ma anche che questa complicazione è costosa, ciò che si ripercuote, inevitabilmente, sul prezzo di listino dell’auto.
Per non parlare del fatto che a livello di divertimento di guida, ancora non c’è paragone (se mai ci sarà): già i moderni turbodiesel mal sopportano i bruschi aumenti di regime ed i giri alti, ma per di più sono utilizzabili al meglio quasi esclusivamente nel range 2000-3000 g/min. Sotto tale soglia, in genere sono vuoti (specie i più potenti e piccoli moderni motori) e sopra non sempre si possono ottenere migliori prestazioni. In compenso hanno sempre quel rumore fastidioso e da piccolo camioncino che nessuna casa è riuscita a togliere, rumore che è più alto anche come numero di decibel assoluto.
Certo, a livello di consumo sono ancora i più convenienti, ma non bisogna dimenticare che un turbodiesel costa di più all’acquisto, vanificando di fatto il risparmio, a meno di lunghe percorrenze annue che attualmente hanno superato di slancio la quota 30.000 km (mentre la media è di 15.000), mentre il downsizing dei motori benzina dotati di turbina che erogano dai 120 ai 170cv con consumi da 1400… dovrebbero far riflettere.
Io con la mia Mini (1600) attualmente faccio 13km/l con una guida assolutamente normale, e se voglio, tanto per sprecare benzina, posso però godermi l’urlo del motore a 6700 giri , andare dove ci sono -10 gradi e non preoccuparmi nè della partenza nè di dover fare benzina in una stazione di montagna sennò sono guai.
Insomma, lunga vita ai motori a benzina! (Anche se fra qualche anno cederanno tutti il passo a motori diversi, non a combustione interna ma elettrici / batterie al litio o ad idrogeno / fuel cell)