Decreto stradale

E’ stato approvato in extremis (di fatto, l’ultimo giorno utile) e convertito in legge il decreto Bianchi che introduce diverse novità nel Codice della Strada. Su Quattroruote è riepilogato tutto. Per chi guida, consiglio la lettura integrale. Io mi limito a qualche osservazione.
Il limite di velocità è stato rigradualizzato: il giusto principio c’era anche prima – chi va più forte deve pagare ed essere punito proporzionalmente – ma con delle differenze diverse. Prima lo scaglionamento (occhio alla “a”) era principalmente 10 – 30. Fino a 10 km/h ti andava bene, dai 10 ai 30 km/h oltre il limite scattava una multa non tremenda, oltre i 30 diventava molto più pesante. Di fatto, la fascia più diffusa, dalle mie frequentazioni autostradali, sembrava essere quella dai 10 ai 30 km/h oltre il limite, cioè di fatto 160 km/h. Adesso invece la segmentazione è differente: 10 – 40 – 60, ma fino a 40 km/h si perdono 5 punti e 148 euro, che a me sembra sinceramente poco, mentre fino a 60 km/h oltre il limite sono invece 10 punti, 370 euro, la sospensione della patente e l’inibizione a guidare dalle 22 alle 7 per tre mesi dopo la restituzione della stessa. Questo, in ogni caso, significa che con un limite di 130, si può osare fino a 170 (130 + 40) senza rischiare poi tanto, quindi abbiamo un potenziale peggioramento delle “abitudini” di guida degli Schumacher del volante. Mi sbaglierò… vedremo.
Anche la guida in stato di ubriachezza è stata gradualizzata, ma in questo caso si tratta di una novità, anche giusta direi. Chi si è fatto un bicchiere di vino in più, infatti, non può essere paragonato a chi si è scolato una bottiglia di whisky. Rimane il fatto che a parità di quantità di alcol, persone diverse possono avere reazioni diverse. Quello che ha bevuto più vino ma è mezzo astemio può risultare più pericoloso di quello che ha bevuto più whisky ma ci è abituato (che poi si gioca il fegato, sono affari suoi naturalmente). Un tempo infatti, prima dell’introduzione della prova del palloncino, la polizia stradale faceva fare dei test psico-motori alle persone sospettate di essere ubriache proprio a questo motivo.
Trovo particolarmente odioso il principio applicativo della depenallizzazione dell’ubriachezza: a mio parere, si dà semplicemente conto che chi ha i soldi può cavarsela. Mi sbaglierò…ma leggete bene la norma relativa a chi si rifiuta di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico: mi sembra che paga 2500 euro e via.
Parzialmente d’accordo invece con l’altra novità, la norma che vieta di tenere il motore acceso a macchina ferma e aria condizionata accesa: ottima. Forse non tutti se ne saranno accorti, ma molta gente lo fa abitualmente inquinando non poco. Un tempo, questa era prerogativa solo dei diesel a precandelette, che con la temperatura esterna bassa richiedevano un riscaldamento a fermo qualche minuto prima di partire. Con i moderni turbodiesel common rail questo non è più necessario. Ma a Roma è quasi uno sport, mi sembra a occhio diffuso soprattutto tra gli NCC (Noleggio con Conducente), di stare fermi con l’aria condizionata aperta e motore acceso ad aspettare il tizio di turno. Pessima abitudine. Resta da vedere se faranno rispettare la norma ai vari ministri, parlamentari, sottosegretari, portaborse, etc che popolano Roma chiusi nelle auto di servizio.
Bene anche sul divieto di portare bamibini con meno di 5 anni in moto. Spesso vedo gente che li trasporta peraltro in modo inopportuno. In ogni caso, anche se posti regolarmente, la loro forza per tenersi al guidatore è inadeguata, e le selle non sono conformate per le dimensioni di un bambino piccolo, che quindi tende a galleggiarci sopra. Il risultato è che è molto pericoloso, ed è giusto introdurre un limite, anche se sarebbe stato opportuno corredarlo magari anche delle caratteristiche fisiche come altezza o corporatura.