Ladri di nazione

Qualche giorno fa ci sono entrati i ladri in casa ed hanno rubato oro, solo oro, e per fortuna che non c’erano carte di credito nè altro. I quadri di famiglia li hanno risparmiati, l’argenteria anche. Ma il danno affettivo è enorme, specialmente per mia madre. La casa sottosopra: i ricordi di mio padre, le memorie di una vita, portate via.
I Carabinieri, interpellati in merito, hanno dato la loro sicura, chiara, immediata, esperta, risposta: rumeni, zingari, o una combinazione di questi. Chiari i segni distintivi, chiara la modalità di entrare in casa, chiara la tattica: sapere da dove entrare e quando, cosa cercare.
Anzi è andata bene. Fosse stata una casa in zona isolata, nel Nord Italia magari e non a Roma, forse sarebbe andata diversamente.
Hanno consentito che riempissero questo Paese di gentaglia. Ora ne paghiamo tutti le conseguenze. Nessun razzismo, anzi. Il razzismo vero è lasciare delinquenti, criminali, drogati, in giro. Come scrivevo tempo fa, la situazione, pur evidente, peggiora e nessuno sembra volersene accorgere o peggio, nessuno vuole cambiare questo stato di cose che evidentemente va benissimo a chi sta al potere (la famosa teoria della destabilizzazione politica che in Italia è leggendaria).
Come ho scritto allora, i clandestini negli altri paesi europei vengono integrati o in caso contrario (condanne pregresse, stupri, prostituzione, etc) subito portati in carcere, neanche nei CPT, e rimandati nel paese d’origine. Civiltà, forse. Ma altrove non hanno i comunisti al governo come noi (anzi, del tipo che abbiamo noi, ché i comunisti originali son diversi). E non hanno Uolter.