Giudizio e punizione

Ancora molte le polemiche e giudizi sul video della BBC. Questo episodio mi ricorda quello che in piccolo mi capito nel 2004 con Mafe de Baggis. I fatti sono riepilogati qui. Brevemente: questa persona scoprì che su Beta, la rivista che dirigevo, c’era un articolo del tutto simile ad un altro articolo da lei scritto. Adottai una prassi di controllo che comunicai alla diretta interessata, con una certa fiducia visto che la conoscevo virtualmente per frequentazioni internettiane, dicendole che avrei subito controllato nel giro di pochi giorni avrei rimosso l’articolo se risultava copiato. Apriti cielo: dal suo blog, molto letto, imbastì contro di me una campagna di odio e mi scaraventò addosso una quantità di insulti e di sciocchezze spalleggiata da personaggi del calibro di Metitieri, tali da rendere impossibile anche solo un confronto su cosa era successo, figuriamoci sereno. Secondo lei dovevo: punire immediatamente una mia collaboratrice, darle soddisfazione basandomi solo sulla sua parola (onorabilissima) senza prima verificare nulla e infine porgerle le mie deferenti scuse. Io ero pronto a fare questo e anche di più, ma secondo un metodo secondo me di serietà. Niente da fare. Fu scontro totale.
Al di là del fatto in sè noto alle cronache, intravedo delle somiglianze, e cioè anche in quel piccolo evento c’era infatti alla base lo stesso principio: prima si giudica, poi si indaga. Esattamente come oggi con il video della BBC e la quantità di incredibili sciocchezze che promana e vi si scrivono sopra, il concetto di fondo è che siccome c’erano preti pedofili e vescovi forse compiacenti, la Chiesa non avrebbe dovuto indagare (andando peraltro contro il proprio stesso Diritto canonico), ma rimuovere subito tutti. La Chiesa di Roma invece appena si è accorta della copertura che certi preti, anche in alto loco, facevano ha deciso prima di tutto di indagare segretamente e poi è intervenuta. Ratzinger avocò tutto al Vaticano, proprio per evitare favoritismi locali che aveva ben notato, invocando maggior severità negli anni in cui era cardinale e anche oggi che è papa. Ma di tutto questo non c’è traccia nel video, come nella mente delle persone che lo guardano, talvolta inconsapevolmente vittime della stessa mentalità di sempre.
Questo modo di procedere ratzingeriano, oserei dire serio, a molti non piace.. Oggi una larga parte della sinistra italiana, e in generale di tutte quelle persone che ne condividono valori e scelte, esigono che chi è abituato a seguire una precisa prassi di correttezza la abbandoni in favore di un modo becero e soprattutto superficiale di procedere. Il processo non è affatto automatico invece, e non deve esserlo mai. Va da sè che il fatto che mi trovi spesso d’accordo sulla linea della Chiesa non sia un caso, ma è anche vero che a prescindere dalle mie credenze, è un principio logico quel che comunque applico. E se queste due coincidono, è l’ennesima dimostrazione che non sono contrarie, anzi. Ma capirlo e farlo capire è talvolta molto difficile..