L’indifendibilità di Israele

Al 23° giorno di guerra, secondo il premier libanese Siniora, la guerra tra Israele e gli hezbollah sul Libano ha finora provocato più di 900 morti, circa 3000 i feriti (un terzo bambini), ed un milione di profughi tra la popolazione civile. Il Libano è stremato, ma non sembra esserci nessuna volontà di fermarsi. La guerra continua ad essere portata avanti da entrambe le parti per ragioni diverse, e con mezzi molto differenti: per i miliziani di Hezbollah, il partito armato del Libano, i combattimenti vengono considerati come una sorta di autodifesa, sentendosi di fatto autorizzati ad usare i missili contro i bombardamenti di Israele. Quest’ultimo, forte di un esercito tra i più moderni ed attrezzati del mondo, dal canto suo vuole fare piazza pulita della zona al confine, dove gli hezbollah hanno la loro base, e chiede che vengano liberati i due soldati israeliani rapiti, motivo ufficiale dell’inizio del conflitto. Il tutto avviene tra stragi di civili e di bambini (con la giustificazione che i miliziani si nasconderebbero tra questi). E ancora una volta senza che l’Onu abbia alcuna possibilità di far sospendere il conflitto, nè tantomeno le varie conferenze fin qui tenute.
Nonostante gli accorati e continui appelli del Papa, le dichiarazioni afflitte di Kofi Annan e le proteste dei Paesi arabi e non, Israele si rifiuta di cessare il fuoco, decisione che viene spiegata con il timore che gli Hezbollah si riarmino e riprendano le posizioni originarie a sud del Libano.
Mentre oggi vengono lanciati dei volantini alla popolazione sciita di Beiurt, dagli aerei israeliani, con l’intimazione a lasciare le case perché entro poche ore saranno rase al suolo se i razzi Katiuscha non smettono, in un’intervista trasmessa oggi dal TG3 e dagli altri TG della Rai, il deputato di Hezbollah Hussein Hassan smentisce le giustificazioni di Israele all’attacco contro il Libano, una ad una. E’ piuttosto interessante sentire per la prima volta non i proclami dell’ultranazionalista capo del “partito di Dio”, ma un deputato regolarmente eletto nella sua versione dei fatti (deputato che come tutti gli altri 13 deputati del partito, è stato peraltro condannato a morte da Israele).
Ecco la trascrizione.
Giornalista: Cosa pretende Israele per il cessate il fuoco?
Hassam: Sono loro a dover cessare il fuoco. Sono loro ad aver iniziato a bombardare. Noi abbiamo preso due loro soldati, per avere in cambio i nostri, che sono in carcere da anni. L’abbiamo detto fin dall’inizio. Israele invece cos’ha fatto? Sta distruggendo il Libano. Se gli israeliani smettono, anche noi smettiamo.(…)
G: Venite accusati di mescolarvi ai civili, e quindi di essere responsabili dei massacri, come quello di Qana.
H: L’hanno detto solo il primo giorno, poi l’indomani hanno dovuto ammettere che non era vero. Noi sappiamo come combattere. Che lo facciano anche loro, a viso aperto, da uomo a uomo. Guardate cosa accade nei villaggi di frontiera, non riescono a sopraffarci. Non abbiamo affatto bisogno di nasconderci tra i civili.
G: Gli israeliani dicono di aver già distrutto i due terzi del vostro potenziale.
H: Eh si hanno proprio ragione. Ecco perché di missili gliene abbiamo lanciati 300 ieri. Guardi, non fanno che mentire, da 23 giorni noi continuiamo a combattere ed a lanciare missili.
G: Cosa devono attendersi gli israeliani, altri missili
H: Certamente ma, guardi, dipende solo da loro, dai loro piani. Noi non siamo gli aggresssori. Noi ci difendiamo, sono loro ad aggredire
(…)

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