Le sorgenti catastrofiche

Ogni tanto (anzi, sempre più spesso) mi capita di trovare in rete quelle che io chiamo le “sorgenti catastrofiche”. Siti di ogni genere dove si parla di cose che la gente comune si presume “non sappia”, un po’ sul tipo del libro “Tutto quello che sai è falso“, per intenderci.
Le “sorgenti catastrofiche” affermano in generale, pur con diversi toni, che nella vita quotidiana di ognuno di noi la maggior parte delle cose che leggiamo, ascoltiamo, ed in generale sappiamo, è volutamente falsata, non risponde pienamente alla realtà.
Alcune di queste “sorgenti” si spingono a ritenere che ci siano regie occulte dietro queste distorsioni della realtà, interessi convergenti gestiti da poteri invisibili. Tutte danno per scontato che la gente sia abbastanza distratta a tal punto che nessuno riesca mai a vedere queste distorsioni, queste regie occulte, che loro invece riescono a vedere..
A volte capita che queste distorsioni, questi “segreti” così ben celati in realtà siano spesso solo frutto di una fantasia un po’ troppo sviluppata.
Un po’ come ha fatto Dan Brown nell’ambito storico-religioso cinematografico: per dire, il Codice Da Vinci è una sorgente catastrofista d’eccezione, che comunque è pieno di falsi storici e di ignoranza – a partire dai monaci dell’Opus Dei che semplicemente non esistono.
Sono piuttosto sorpreso da questo genere di siti. Di norma utilizzo un metodo semplice per verificare la serietà di alcuni degli argomenti che propongono: mi confronto con alcuni di essi di cui ne so oppure ne sa molto chi ben conosco, e per induzione verifico quindi se stiano dicendo cose vere oppure no.
Purtroppo in generale tutte le sorgenti catastrofiche/allarmistiche che ho letto finora, in particolare su religione, e talvolta su medicina, con la lodevole eccezione delle organizzazioni ambientaliste ed ecologiste più note, spesso riportano molte sciocchezze, inframmezzate da affermazioni vere o verificabili. Non è una regola universale, ma ogni volta che leggo di nuove sorgenti catastrofiste consiglio di andarci sempre con i piedi di piombo.
Il problema è che non è solo tendenzialmente “falso” il contenuto, perché di falsi è pieno il Web: il fatto però è che questo tipo di fonti – che sono in continua crescita – instillano il dubbio che le cognizioni scientifiche siano false, che siamo pilotati dagli altri e che pensare ed impegnarsi su argomenti ritenuti importanti sia in realtà una sorta di perdita di tempo.
Il propagarsi del dubbio, non è negativa in sé come esigenza: accettare passivamente le verità altrui è sempre uno sport poco praticato da chi ha sale in zucca, il quale preferisce informarsi, capire, e poi decidere sulle cose importanti della vita. Ma il problema è proprio questo, che se si pretendi di dire che una cosa è falsa, bisogna anche farlo con cognizione di causa, perché altrimenti si è creato un altro filone di pensiero dubitabile che ricade nel paradigma appena detto.
Tempo fa scrissi di un fastidioso spam da parte di un sito che ha come sottotitolo “Soluzioni di vita consapevole”, classificandosi penso come una “sorgente catastrofista” per molte caratteristiche. A
ll’epoca rimasi colpito da alcuni articoli che trovai talvolta imprecisi e frettolosi, e mi colpì un articolo in particolare, estremamente critico sull’oncologia, sulle tecniche chemioterapiche, sulla strategia di ricerca sul cancro in Italia e sullo stato della medicina e delle case farmaceutiche al riguardo: il titolo, eloquente, è “Chemioterapia, una pratica assassina, ovvero il tradimento della medicina in nome del profitto“. Chiesi così aiuto ad un mio caro amico, ricercatore di oncologia presso uno dei più importanti ospedali italiani del Nord Italia, di dare un’occhiata quando avesse avuto un po’ di tempo da perdere, all’articolo incriminato, e di darmi un parere.
La sua risposta (che ovviamente ho avuto il consenso di pubblicare), fu piuttosto articolata e l’ho trovata interessante:

Caro Luciano, consentimi di dissentire completamente dalla visione, alquanto distorta e poco scientifica, dell’autore…La verità sta in mezzo?
L’industria farmaceutica ha forti interessi, è chiaro, anche se la concorrenza tra le diverse case farmaceutiche ha permesso la crescita e lo sviluppo di nuovi farmaci.
Negli ultimi anni sono state prodotte nuove molecole capaci di modificare radicalmente la storia naturale di alcuni tumori: ad esempio, il Glivec ha stravolto positivamente la prognosi dei malati di GIST (gastrointestinal stromal tumor) e di quelli con LMC (leucemia mieloide cronica).
Trovo poco corretto riassumere in poche righe la storia dell’oncologia: il rischio è quello di accrescere il dolore delle persone che hanno sperimentato la perdita di un loro caro per cancro.
Un’analisi attenta della sopravvivenza va fatta suddividendo la patologia tumorale per stadio e per sede: negli ultimi 40 aa, se pur di pochi punti percentuali, è sicuramente aumentata (è possibile ricavare le cifre aggiornate dai registri tumori, specialmente quelli statunitensi (vedi http://www.seer.cancer.gov).
Per quanto concerne il cisplatino, farmaco ampiamente utilizzato in molte neoplasie solide, va ricordato che è in grado di guarire la stragrande maggioranza dei malati di tumori germinali in fase metastatica e che è alla base di tutti gli schemi terapeutici per il tumore polmonare, ovarico e del distretto genito-urinario.
Medici corrotti e corruttibili?? Ne trovi, ma voglio pensare che, sia pur piccola, esista una percentuale di colleghi onesti, capaci e soprattutto, critici. A mio avviso, la dietrologia è lo sport nazionale, creare un’aura di mistero rende tutto più credibile, molto tragico, visto che anche i “ricchi” si ammalano di cancro.
Falsificare i dati di una ricerca scientifica è possibile, soprattutto, quando i soldi in gioco sono molti, ma credo fermamente nella ricerca scientifica e credo, soprattutto, nell’uomo.
Una corretta informazione dovrebbe invogliare le persone a finanziare la ricerca indipendente: lo si può fare, almeno credo, con lo 0.005% del reddito…. utile, inoltre, sarebbe la possibilità di rendere pubblici i dati, ma in Italia si preferiscono i reality alla divulgazione scientifica.
E’ auspicabile stimolare le università a crescere, valutando la produttività delle stesse attraverso l’impact factor delle pubblicazioni, soprattutto quando si tratta di ricerca indipendente, ma
forse così si dovrebbero mandare a casa migliaia di Baroni che si limitano ad occupare le cattedre.
Come vedi, caro Luciano, il discorso si allarga e si toccano interessi molto più prosaici, quelli dell’uomo comune saldamente attaccato alla propria poltrona….
Concludo dicendoti che anche io sono spaventato dall’eccessiva concentrazione e soprattutto dalla rapida fusione dei colossi farmaceutici, ma credo che l’unico modo per controllarli sia creare organismi indipendenti, pagati obbligatoriamente da loro e dallo stato e capaci di
stimolare la ricerca…
Infine, volevo ricordare al nostro amico che buona parte dei chemioterapici attualmente in uso sono di origine vegetale, tra questi il Taxolo, il CPT 11 e tutti gli alcaloidi della Vinca.
dott. Giuseppe Fornarini

Va detto per completezza che il nostro amico si riferisce all’autore dell’articolo sul sito in questione. L’articolo riporta come dicitura in calce: documento redatto da AeRrePiCi: Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro, a cura del presidente Alberto R. Mondini, Casorezzo, 30 ottobre 2004.

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