Marionette che spammano

Trovo particolarmente fastidioso e impudente lo spam alla “vecchia maniera” che i signori di “Vitadamarionette.com” hanno perpetrato, credo, non solo nella mia casella di mail. Lo deduco dal fatto che quasi tutte le mie caselle sono state prese di mira, dal loro messaggio non sollecitato di spam teso a pubblicizzare il loro sito (che mai visiterò nella mia vita).
Diciamo anche che non avevo dubbi che nel sito avrei trovato contenuti di non mio gradimento. Comunque mi limito a segnalare un po’ di striscio questo pezzo tratto dal loro forum (tra parentesi quadrette).
<!–

Molti credevano che il femminismo fosse morto, e molti altri che il Medioevo fosse finito [no eh? Eh magari tu eri lì a saperne tutto, o forse ne hai solo sentito parlare, quel poco che basta per citarlo a sproposito]. Tutte e due le ipotesi vengono smentite dalla cronaca. Mercoledì 21 dicembre 2005 un gruppo di studenti universitari, alcuni ragazzi dei Collettivi [famoso nome proprio, come ovviamente Collettore, Colletto, ecc.] e dei Centri sociali hanno affisso due striscioni fucsia ai lati del portone di ingresso della Curia torinese. Sugli striscioni era scritto: “Più autodeterminazione, meno Vaticano” e “Poletto (Arcivescovo e Cardinale di Torino n.d.r.) stai zitto l’aborto è un diritto” [qui avrei visto bene il Poletto prenderli a calci, ma Dio è tanto misericordioso e così devono esserlo anche i suoi ministri, purtroppo].
È finita in farsa [si riferisce a questo intervento nel forum?], quella che sembrava essere una semplice manifestazione di contrasto alle politiche sulla procreazione assistita e sull’aborto di questo governo e alle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica italiana [ah, ecco mi sembrava, che stesse piombando su tutta la solita stronzata: se un vescovo dice la sua su questioni su cui E’ DOVEROSO per suo stesso ruolo religioso dire la sua allora questa è ingerenza. Si, idee poche ma confuse, si dice].

Alcune manifestanti sono, infatti, state fermate alcuni minuti dopo la fine dell’azione dimostrativa dalla Digos di Torino che le ha portate in questura, in stato di fermo di polizia, per notificare il pericoloso reato 404 del Codice penale, ovvero, il “vilipendio alla religione” [e ci credo, vai ad affiggere striscioni fucsia – sic – davanti al portone di Montecitorio, vedrai che lì invece ti invitano a prendere un the con biscotti]. I ragazzi fermati sono stati denunciati a piede libero per aver organizzato una manifestazione non autorizzata e aver oltraggiato la religione. La pericolosa offesa perpetuata da queste eversive femministe, e da alcuni maschietti con loro conniventi, consiste nell’aver incollato alcuni preservativi affianco al campanello della Curia. […] Le manifestazioni di libero pensiero, probabilmente, ledono l’aura sacrale che ormai cinge, come nel Medioevo, ogni stabile in possesso di Santa romana chiesa [si chiama rispetto, forse manca una definizione esatta, ma sfortunatamente credo proprio sia l’intera teoria che manca qui]. I ricordi di uno Stato laico tendono a svanire, sembra normale, allora, che lo Stato pontificio assuma una dimensione metafisica [beh, ci sei quasi vicino, fratello] e che la Repubblica italiana, oltre non esigere che gli immobili curiali paghino l’Ici, ne difenda l’integrità morale e sacrale [e dovremmo anche ringraziarlo per questo altrimenti sai quanti Collettivi in giro a mettere preservativi fucsia per le chiese? Sai che palle?]. Le giovani femministe torinesi non si erano accorte che la regressione storica le avesse riportate indietro di un migliaio d’anni e che chiedere autodeterminazione equivalesse a compiere sacrifici umani, reato di eresia e stregoneria [si, le marionette sarebbero i lettori, da quel che ho capito…]

–>

Annunci