Steve, la Mela e la Rosetta

Ieri Steve Jobs ha presentato la rivoluzione informatica dell’ultimo lustro (non sono sarcastico): i Mac gireranno su Intel. Fantastico, penseranno alcuni. Orrore, penseranno altri. A me, che ho sempre usato processori Intel fin da quando avevano una frequenza di 4,77 MHz, dà un brivido paragonabile all’accensione della fiammella del gas.
Comunque, pur non sapendone molto del mondo dei computer bianco latte dalle fighissime icone colorate, dagli sfondi superbellissimi, dal mouse mono-tasto (e dalla linea di comando inesistente – fino a qualche anno fa) non posso non constatare che, come scrive un arrabbiato Giorgio Baresi, questo continuo cambio di strategia commerciale lascia gli utenti Apple giusto in quell’attimo di “Ma cosa ca##o li ho spesi a fare tutti sti soldi che ricambia tutto?”.
Noi inteliani che ci lamentiamo di Microsoft e Intel, ridiamo sotto i baffi.
In ogni caso, mi fa molto piacere leggere che i nuovi Mac-Intel andranno da 2 a 3 volte più veloci dei precedenti modelli. Certo, va riscritto tutto il software, prodotto il codice “Universal”, e per ora i programmi dovranno girare su un emulatore PPC-Intel (“Rosetta”, ah, i fantastici nomi di Apple), per non tacer del fatto che gli sviluppatori dovranno produrre versioni doppie dei programmi per anni (una per PPC, una per Intel), ma vuoi mettere la figata…di poter poi farci girare Windows? :-D

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