Zuckermann

Stasera, su consiglio di una mia amica esperta (dei miei gusti), dovevamo andare a vedere Crash, bel film che deve essere anche molto gettonato, se è vero che, arrivato con congruo anticipo (45 minuti) al botteghino, non ho trovato posti: la mia solita bionda dell’Adriano (sospiro) anche questa volta mi ferisce e mi dice che sono rimasti solo prima e seconda fila, e forse qualcuno laterale in terza. Sigh.
Guardiamo gli altri spettacoli: Di Ti amo di Pieraccioni neanche a parlarne, Mr. e Mrs. Smith idem, Natale a [nonmiricordodove] ovviamente è escluso a priori, il resto sono tutti più o meno cartoni animati.
Decidiamo di vedere che fanno all’Eden.
Lì, opto unilateralmente per Zucker. Storia semi-comica di un comunista dell’ex DDR che deve diventare ebreo e far pace col fratello, trasferito da tempo nella Germania Ovest – e deve farlo sotto testimonianza di un rabbino per ottenere l’eredità della madre morta. Un paio di battute sono memorabili, il resto un po’ lento ma comunque molto godibile. Se si è del ramo, si ride, il genere è “ironia sulle religioni”. A noi è piaciuto. Niente male.
Fuori dall’Eden c’è una statua a Totò.

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