Lapo e gli altri

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Non volevo parlare di quanto è successo a Lapo Elkann. Ma tanto ne leggo su ogni dove, che un post in più o in meno non fa praticamente differenza..come questo di Cantatore. Mi colpiscono i post “cattivi”, come quelo di Enrica, e penso che di fronte a cose così delicate si perde sempre la buona occasione per starsi zitti.
Sembrerà strano, ma non provo veramente nessun sentimento negativo per questo ragazzo. Che sia veramente stato in compagnia di tre trans (di cui uno pugliese, bah) a fare un festino a base di droga non lo so, ma nel caso sia vero non mi fà l’effetto di moralizzatore, mi ha invece rattristato.
Mi ha fatto molto più effetto, ad esempio, vederlo giorni fa ripreso da Striscia la Notizia che non riusciva a mettere due verbi di fila, che strizzava gli occhi di continuo, che era in uno stato di sovraeccitazione emotiva e psicologica.
Insomma, mi dà l’idea di un ragazzo a cui è stato chiesto di fare molto, forse troppo, e lui ha accettato, ha voluto strafare, cercare il massimo, dare di più, senza pensare che una richiesta del genere va gestita a livello fisico e mentale: insomma si è buttato senza paracadute. Non ce l’ha fatta e comprendendo che non ce la faceva forse ha fatto uso di strumenti che ti illudono di farcela.
Salvo poi cercare ascolto in un trans, o magari qualcos’altro, ma che importa? Con tutto quello che poteva avere, ritrovarlo in un anonimo appartamento torinese in insufficienza respiratoria per overdose fa solo tristezza, non rabbia.
Fortunatamente, la famiglia gli vuole bene. Ho letto solo una cosa, riguardo la ex-fidanzata, la Martina Stella che a parte una dichiarazione un bel po’ fredda, non si è neanche degnata di andarlo a trovare: una donna gelida, senza dubbio. Che è fortunato ad averla come ex, a questo punto. La bellezza non basta, lo sappiamo.
Spero solo che ce la faccia ad uscirne, fisicamente e moralmente, e a non ricadere nell’illusione di potercela fare, per tutto quanto gli avevano (inopinatamente) richiesto di fare: ad esempio far rifulgere il marchio Fiat. Ma si può essere più malvagi verso un povero ragazzo laureato in Relazioni internazionali?
addendum
Ritiro parte di quello che ho detto, dopo che leggo sul Corriere che le sue prime dichiarazioni sarebbero state “Voglio tornare a lavorare subito”. Forse è il caso che ci ripensi. D’altronde quando il primario che l’ha seguito ha detto “non si faccia vedere mai più” forse si riferiva anche al suo posto di responsabile IMMAGINE Fiat. Senso del ridicolo no, quello non si compra.
Segnalo anche questo post di PesceVivo, da incorniciare.
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Nostalgia dell’Essere

Ieri in ufficio non si parlava che di un giovane erede e creativo brand manager di una nota industria torinese trovato in overdose di cocaina a casa di transessuali. Commenti senza fine, di ogni tipo. “Sembrava avere tutto e invece…”. Si è venuti a sapere come la fidanzata, ora ex, abbia subito preso mediaticamente ed umanamente le distanze per via dei “diversi stili di vita”. Se di questa consistenza umana è fatta la persona che avrebbe potuto essergli più vicina, non osiamo immaginare gli altri. Forse i transessuali erano dei bravi diavoli rispetto ai satanassi che abitualmente lo circondavano. E poi ieri sera in tv, rispetto a certi figuri, certe trasmissioni in cui il tema della droga veniva svolto come se fosse un commento dopo-partita, il drogarsi poteva sembrare plausibilmente l’unica ricetta per sopportarli fino alla fine. Noi, finendo di lavare i piatti, abbiamo voluto notare in un telegiornale solo il volto preoccupato e teso dei genitori in ospedale a trovare il figlio ancora in rianimazione. Al di là delle pesantissime aspettative che tutti avevano per questo giovane, al di là di qualsiasi considerazione sul perchè sia piacevole assumere droghe e possa uccidere allo stesso tempo, sulla rava e sulla fava, pensiamo che in fondo la questione essenziale, al giorno d’oggi per lo più inevasa e relegata nell’inconscio, sia la nostalgia dell’Essere. Si è arrivati al punto di dover difendere la realtà, questa vita, questa carne che si fa breccia dell’Essere -e non c’è altro modo-. Non sapremmo dirlo altrimenti. Si nasce nella realtà e la si vive attraverso una educazione ricevuta: e se ne vuol scappare anche se si è belli, ricchi, giovani, famosi, parendo d’aver tutto agli occhi altrui, ma sentendosi d’essere niente? Quale soluzione allora? Sempre, per sempre educazione allo sguardo, alla fede, al compimento del proprio ed unico destino, al significato della realtà, ma prima ancora sembra necessaria l’educazione alla realtà tout court. Se davvero fossimo capaci di stupore per l’esserci, e quindi anche forse grati per questo, se ci abituassimo a togliere quel velo scuro dal volto che fa vedere della realtà quello che vuole il nichilismo imperante, per il quale niente ha valore in fondo, nè la ricchezza, nè la giovinezza, nè la salute, nè le fortune familiari, se vedessimo in questo stupore una gratitudine per Chi ci ha creati, se fossimo capaci di dire “ecco, Egli è qui”, ed una nuova luce esplodesse negli occhi…No, non sappiamo esattamente quello che accadrebbe a ciascuno, ma sappiamo che per Grazia accade, accade sempre.

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6 pensieri su “Lapo e gli altri

  1. No, via, legittimo che ognuno abbia la sua opinione, ma leggere “povero ragazzo” riferito al rampollo della Fiat mi pare superi ogni soglia del ridicolo.
    C’è gente qua nel mondo normale che deve far fronte a impegni ben più grandi che “far rifulgere” il marchio Fiat. Tipo campare moglie e se stesso e far studiare i figli.
    E se Lapo fallisce nella sua impresa, può tranquillamente farsi un mesetto sul suo yatch a riflettere sui propri errori.
    Se io fallisco nella mia impresa (io = chiunque), il prossimo mese non pago la bolletta.

  2. Luciano Giustini

    Joe, noto che l’ironia dell’ultima frase non è stata capita. :)
    (comunque ero sicuro che il post in generale sarebbe stato male interpretato..però le opinioni riguardano questo caso, e non in generale e d’altronde sono le mie, non pretendo che si capisca subito che non è buonismo neanche di facciata. Me ne farò una ragione..)

  3. anch’io non riesco a tollerare l’approccio “morbido” alla vicenda. (Un Lapo che si droga è un giovane manager stressato. E allora un giovane qualunque che si droga è un coglione o un disgraziato?
    Ancor peggio: sia Lapo che il giovane qualunque hanno dietro le loro motivazioni e, dunque, vanno compatiti e basta?).
    mi sembra altresì incredibile il battage pubblicitario (ipocrita) che si è creato intorno alla vicenda. Che i troppi soldi inducano a non divertirsi più con “passatempi per poveracci” (cioè quelli per la gente normale) è cosa risaputa. Di fronte alle notizie di una Kate Moss che sniffa nei camerini o un Calissano che organizza festini sono storie prevedibili.
    una seria campagna antidroga non passa per il pietismo, né per lo scandalo a tutti i costi. Da riformare c’è la coscienza sociale, che si fa sentire solo per disapprovare lo stile di vita dei cd. ricchi (ma com’è che tutto questo mi sa della favoletta della volpe e dell’uva?).

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