Sic et simpliciter

Era tanto che aspettavo che un blogger intelligente e tendenzialmente non buonista come Duca de Gandia si accorgesse dell’esistenza in rete di un personaggio come Antonio Tombolini alias Simplicissimus, ed era un po’ che – devo ammettere anche con una malcelata impazienza – attendevo un suo cenno, magari un commento, una citazione. Quello che non potevo sperare, è che ci scrivesse addirittura un post:

Giocare a fare il Papa è antica usanza diffusissima un tempo nei seminari minori come oggidì negli ambienti laici e digiuni di un minimo di cultura ( non dico fede!) religiosa.
Se lo studentino ginnasiale Eugenio Pacelli in una recita scolastica impersonò il Cardinale Rampolla, ciò non vuol dire che poi da grande si diventa Sommo Pontefice per davvero. Soprattutto se, dall’epoca in cui si era un simplicissimus papaboy dell’epoca di Paolo VI, negli ultimi tempi si ha tacitamente ABIURATO la fede cattolica!
Tombolini non fà critiche costruttive o sferzante ironia: ha solo abbandonato la sana dottrina; la cosa per me raccapricciante – ma per lui ideologicamente coerente – è che egli fonda l’appoggio alla campagna referendaria per il diritto alla “libertà” di ognuno di gestirsi gli embrioni come più gli aggrada, sull’assunto metafisico che l’uomo non può distinguere tra il bene ed il male, ovvero non possiede il libero arbitrio.
E comunque andare in giro a postare che papa Montini intellettualmente era un nano, più che eresia è insania mentale!

Che dire? Io spero che la discussione possa proseguire nel sano confronto dialettico, e sia solo all’inizio: farebbe bene alla blogosfera.
Forse, inutilmente, riuscirebbe perfino a chiarire a me, povero utonto, come sia potuto essere Tombolini un ex dirigente di Azione Cattolica (che poi non fa neanche onore all’associazione) e come faccia a creare tanta discussione.
Me lo ricordo ancora quando nel 2002 scriveva che lo spam è un falso problema. Insomma, mi è sempre sembrata una persona con le idee chiare… :)

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6 pensieri su “Sic et simpliciter

  1. Luciano Giustini

    Sulle questioni di fede, lascio volentieri – se lo vorrà – proseguire qui o altrove il Duca. Sullo spam, potrei cavarmela con una battuta: sbagliare è umano, perserverare… :)
    Ma chiedo semplicemente quale sarebbe secondo te il “vero problema”..

  2. la polemica è interessante. Condivido il tombolini-pensiero sulla povertà della Chiesa, ma ribadirlo è come sparare sulla croce rossa. Ci sono degli spunti interessanti sull’amore per l’epoca moderna, ma è proprio il concetto di libertà (come sottolineato dal nostro amato Duca) che non riesco proprio a farmi calar giù.
    da studiosa del diritto (ehm, solo studiosa per adesso) imparo che “libertà” non è un concetto assoluto né identico a sé nel tempo. La nostra libertà, ribadiscono con parole un po’ più auliche i libri di diritto costituzionale, finisce dove inizia quella altrui. E’ inevitabilmente, dunque, una libertà limitata – e credo che il concetto possa ben essere applicato anche all’etica, alla morale. Se posso scegliere indiscriminatamente anche il male, posso anche scegliere di perseverarvi. Con quali conseguenze?
    perdonate il pippone mattutino, ma sono a casa con influenza e mal di denti ;-)

  3. duca de Gandìa

    Il mio “simplicissimus” intento è quello di far notare che le parole da Tombolini messe in bocca ad un ipotetico nuovo Papa, che impugna il microfono e parla dalla finestra del suo studio,possono e vengono scritte da quelli che dicono: “ premetto che non sono credente ma secondo me la Chiesa bla bla bla…”; ma non è razionalmente possibile che simili espressioni escano dalla “penna” di un sedicente cattolico. Non fa problema l’anelito di un cattolico ad una Chiesa più aderente alla propria missione spirituale; il nocciolo del problema è che uno che è stato dirigente dell’Azione Cattolica non condivida, non gli strumenti dell’agire dell’autorità ecclesiastica ma, ignora – o fa finta di ignorare – i fondamenti dottrinali con cui la Chiesa Cattolica si autodefinisce e si autogoverna.
    Esempio. Con chi sta parlando l’ipotetico Papa Tombolini? Con gli eminentissimi Cardinali? No. Parla affacciato dalla finestra del suo studio al terzo piano del Palazzo Apostolico rivolgendosi al “popolo di Dio” che gremisce la piazza per un Angelus domenicale. Questo il quadro:
    “Figli miei carissimi, che mi avete fatto? Eleggendomi papa mi avete messo in mano un potere enorme, il potere di sciogliere e di legare, il potere di decidere e definire, il potere di affermare ciò che è vero e ciò che vero non è. Un potere, per di più, infallibile! Ci ho pensato tutta la notte, in preda allo sgomento.Finché mi sono fatto coraggio. E ho deciso, VISTO CHE MI CI AVETE VOLUTO (sic!), di fare il mio mestiere”.
    Il Papa si rivolge ai suoi elettori? Ma non sono mica i fedeli che eleggono il Papa! Un cattolico dovrebbe ben saperlo. Lo sa bene perfino un non credente.
    Io Ratzinger non l’ho voluto, come non voluto Giovanni Paolo II e tutti i suoi predecessori. Anche se un Papa fosse eletto per acclamazione popolare, il suo potere infallibile non gli verrebbe certo dal popolo, così come l’infallibilità di un papa eletto dai cardinali non gli è trasmesso dai cardinali stessi, ma – secondo la dottrina cattolica – da Dio stesso.
    Uno che si dichiari cattolico, sa poi benissimo che oltre il 90% per cento di quello che dice è scrive il papa non ha il sigillo dell’infallibilità, e che se quindi si vuol manifestare le proprie titubanze di fronte alle “allocuzioni” pontificie, non incorrerà in alcuna scomunica.
    Ma uno che si dichiari cattolico può legittimamente misconoscere qual è per la Chiesa e per il Papa la fonte e la causa da cui scaturisce la propria infallibilità?
    Recita il buon vecchio Catechismo Maggiore di Pio X (n.190):
    “Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica non viene dal popolo, e sarebbe ERESIA il dirlo, ma viene unicamente da Dio.”
    E se qualcuno dirà che la citazione del “reazionario” Pio X non è appropriata perché con il Concilio Vaticano II la Chiesa ha aggiornato il suo pensiero in materia, per favore controbatta con citazioni tratte degli atti del concilio e dai discorsi di quel “progressista” di Giovanni XXIII.
    Amen, dico vobis:)

  4. Il riferimento a Giovanni XXIII di Duca de Gandìa mi offre l’occasione di notare che Tombolini ha scritto, nei commenti al post qui discusso, che il nome di questo presunto nuovo Papa sarebbe Giovanni XXIV, evidentemente in omaggio a Papa Roncalli.
    Eccovi quindi alcuni estratti dell’enciclica “Ad Petri Cathedram” (1959)in cui l’idolo di Tombolini afferma tra l’altro:
    “Coloro i quali, come dice l’apostolo delle genti, «stanno sempre a imparare senza mai giungere alla conoscenza della verità» (2Tm 3,7), e negano all’umana ragione la possibilità di arrivare a qualsivoglia verità certa e sicura e ripudiano anche le verità da Dio rivelate, necessarie per l’eterna salvezza: questi infelici sono ben lontani dall’insegnamento di Gesù Cristo e dal pensiero dello stesso apostolo delle genti, il quale esorta ad «arrivare tutti insieme all’unità della fede e alla piena conoscenza del Figlio di Dio…”;
    “Non possiamo qui fare a meno di esortare a presentare la verità con diligenza, cautela e prudenza, tutti quelli specialmente che attraverso libri, riviste e giornali, di cui oggi c’è tanta abbondanza, esercitano così grande influsso sull’animo dei lettori, dei giovani soprattutto, e sulla formazione delle loro opinioni e dei loro costumi. Essi hanno il dovere gravissimo non già di propagare la menzogna, l’errore, l’oscenità, non ciò che è di incentivo ai vizi, bensì soltanto il vero, e tutto quello che è di sprone al bene e alla virtù.”
    “Non mancano poi quelli che, pur non impugnando di proposito la verità, si mostrano tuttavia a suo riguardo oltremodo incuranti e indifferenti, come se Dio non ci avesse dato la ragione per cercarla e raggiungerla. Tale riprovevole modo di agire conduce, quasi per un processo spontaneo, a questa assurda affermazione che tutte le religioni si equivalgono, senza alcuna differenza tra il vero e il falso.”
    “La chiesa cattolica comanda di credere fedelmente e fermamente tutto ciò che è stato rivelato da Dio; quanto cioè si contiene nella sacra Scrittura e nella tradizione orale e scritta, e, nel decorso dei secoli, a cominciare dall’età apostolica, è stato sancito e definito dai sommi pontefici e dai legittimi concili ecumenici.”
    Come vedete, esattamente gli stessi concetti di Simpli(ciott)issimus…:)
    Tommaso

  5. Luciano Giustini

    Direi di finirla qui, anche visto che Tombolini mi ha scritto una e-mail piena di livore (e di “cadute di gusto” più o meno velate). Comunque, tutte cose che lasciano il tempo che trovano visto che il mio invito a continuare un dialogo, anche se serrato e difficile, è stato frainteso ed è caduto nel vuoto. Sono d’accordo con Lanfranco, nella misura in cui c’è molta confusione.

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