Non fare del male

Il weekend di Fiuggi è stato un altro piccolo shock, almeno per me: ma non mi lamento. In genere i miei ritiri in quella cittadina sono caratterizzati da qualche evento. E’ statisticamente impossibile che io passi un ritiro a Fiuggi liscio.
Mi ricordo il primo ritiro: me ne andai la sera mentre due persone parlavano con me separatamente male l’uno dell’altro. Capii che non dovevo più mettermi in mezzo tra le incomprensioni altrui, che in un ambiente ristretto di comunità emergono violentemente.
Mi ricordo un altro ritiro quando dovetti andare via il sabato sera per tornare a Roma: si bloccò la macchina che non ne voleva sapere più di partire.
Questa volta ha nevicato: sono andato via il sabato sera prima di rimanere bloccato. E prima di scoprire che ho la febbre.
I momenti difficili in generale rendono un po’ più fragili e un po’ più scossi di quanto si sia disposti a riconoscere. Quando durano tanti mesi, hanno anche un duplice, subdolo, effetto: la sensazione che ci sia qualcosa che non va aumenta, la tua sensibilità si accentua, il tuo nervosismo accresce.
Così, ti chiedi se e come reagire: se si combatte il nervosismo e l’ansia standosene seduti in realtà si cerca solo di mediare con la ragione un sentimento forte, di sofferenza. Il che è purtroppo complicato. L’uomo non è un pezzo di legno, quindi la ragione, e lo starsene seduti a meditare, non durano a lungo. Ognuno cerca di reagire a modo suo, chi meglio chi peggio.
Questa volta mi è successa una cosa brutta (vedi il titolo). Sapevo che non sarei riuscito a tenermi dentro ancora tutto per molto, non ci riesco mai. Quando si è così, in un periodo difficile, di solito emergono i lati negativi. Le parole diventano come pietre. Dirle può fare male, talmente male da non giustificare neanche il fine ultimo di dirle.
No, a volte è meglio non essere troppo pesanti con le persone cui si vuole bene. Le persone non capiscono. Girano il punto di vista: sei tu che stai attaccando, sei tu che stai facendo del male.
Ecco, quando questo accade, in quel preciso momento, hai forwardato un po’ del male che tenevi nella tuo cuore, che ti opprimeva.
E’ già troppo tardi. La persona sta sull’altro crinale, sta armando i suoi cannoni, sta argomentando la sua difesa, sta preparando il suo attacco. Sta reagendo (ognuno a modo suo, chi meglio chi peggio).
La linea di confine è superata.
Hai fatto del male a qualcuno. Con una battuta, con un gesto, con un cenno di disprezzo. Magari scherzavi, ma non lo stavi capendo neanche tu.

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